Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

FARE DEL BENE, AFFINCHÈ TU SIA L’UNICO CHE SORRIDE MENTRE OGNUNO INTORNO A TE PIANGE”

Messina, 22/07/2013 (di Silvana Paratore) - In una società industrializzata e complessa come la nostra, basata più su valori economici che sociali e politici, fare del bene non è sempre riconosciuto come un pregio. Eppure il bene è sinonimo di positività. Fare del bene implica il portare giovamento e benessere a se stessi ed agli altri. Come da dizionario, bene è tutto ciò che è buono, giusto e onesto; nella visione cristiana, Dio è il sommo bene.

Soltanto gli animali non si rendono conto dello scopo della loro esistenza, mentre invece l’uomo appena cresce, si rende conto che già da piccolo, ad un certo punto, deve fare delle proprie scelte, deve distinguere ciò che è il bene ed il male e quindi deve vedere e chiedersi soprattutto se è in grado di realizzare la sua esistenza, come un grande bene per sé e per gli altri. L’interrogativo più forte, da porsi è proprio: “valeva la pena che si nascesse?” La Divina Commedia è tutta una risposta a questa domanda.

I greci, cinquecento anni prima di Cristo, vedevano nella nascita proprio una predestinazione a delle scelte, ad un vantaggio od a uno svantaggio. Essi sostenevano che gli animali non sanno che cosa gli accadrà, non sono in grado neanche di capire la loro fortuna, o sfortuna, mentre l’uomo sì, e mano a mano che cresce sa che tutto dipende da lui, che non tutto è uguale, che lui è artefice e che può costruire il suo futuro migliore, ma può anche costruire la propria o altrui distruzione variamente intesa. Le tragedie di Eschilo sono magnifiche perché sono uno dei momenti più alti dell’intelligenza umana. In esse vi è proprio l’esaltazione della consapevolezza che l’uomo ha del suo destino, come un avvertire l’uomo che il suo destino è nelle sue mani . Ciò consente di comprendere come i genitori devono dare tanta importanza ai primi anni della vita dei figli, per aiutarli a diventare liberi; “liberi” che nel concetto greco, significa non fare tutto quello che si vuole, quanto piuttosto usare le proprie energie per fare di sé un bene grande per la società e per gli altri.

Lo stesso senso della vita è l’estimazione di essa. Ogni essere umano ha una missione. Che cosa si può fare con la vita, con la propria esistenza, come la si può usare, come la si può destinare. La risoluzione di un problema, amare sinceramente una persona e la propria famiglia, essere onesti, leali, ricchi di virtù, è una estrinsecazione del bene. Abbiamo tutti un progetto esistenziale da compiere. Sappiamo che siamo nati, sappiamo che moriremo e che in questo spazio temporale viviamo costruendoci un percorso che deve essere guidato da valori non dettati da individualismo che purtroppo nella nostra epoca sembra sempre più esaltato, quanto piuttosto dal rispetto per gli altri, dalla trasparenza degli intenti, dall’amore e non da falsità, da crudeltà mentali, da inganni, da bugie, da atteggiamenti tesi a provocare intenzionalmente sofferenza e dolore negli altri.

A volte anche l’omertà provoca del male. Bisogna avere il coraggio e la forza anche di guidare quanti operano con cattiveria e malvagia sia fisica che mentale, affinché siano indotti a riflettere sul loro modus vivendi e lo modifichino perché, nel lungo termine, questi stessi soggetti saranno destinati a rimanere “soli”, isolati da quel mondo che ignorantemente ritenevano di dominare e gestire con le loro cattive azioni.
Paul Coelho diceva: “Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride e ognuno intorno a te piange”.

Silvana Paratore

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