Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

INPS SOSPENDE I TRATTAMENTI PENSIONISTICI AGLI STRANIERI E NON SI SA PERCHÉ

Roma, 17/07/2013 - Abbiamo ricevuto decine e decine di segnalazioni da parte di stranieri regolarmente soggiornanti che si sono visto sospendere i trattamenti pensionistici da parte dell’INPS senza alcuna plausibile motivazione se non in non meglio precisate verifiche. A seguito d’informazioni si è potuto apprendere che la questione coinvolga migliaia di cittadini immigrati,
tutti regolarmente soggiornanti e titolari di pensione sociale o di vecchiaia che dopo l’improvvisa sospensione dei propri trattamenti da parte dell’Istituto, hanno cercato invano di poterne ottenere il ripristino ed oggi si ritrovano senza alcuna altra fonte di reddito.

È un fatto gravissimo e a denunciarlo pubblicamente è Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che chiede una pubblica spiegazione da parte dell’ente previdenziale e a riprendere l’erogazione delle pensioni immediatamente con il versamento degli arretrati del periodo di sospensione.
In ogni caso, ci siamo attivati con i nostri operatori sia presso l’ente che la Guardia di Finanza, che non hanno potuto fornire adeguate informazioni in merito alla questione anche per il rimpallo di competenze tra soggetti.
Anche per tali ragioni, abbiamo già avviato i primi ricorsi per ottenere il ripristino dei benefici, perché non vorremmo che a pagare i costi della crisi ancora una volta fossero gli ultimi, che potrebbero essere stati individuati, da parte dello Stato, negli immigrati seppur in regola e a molti dei quali dopo che hanno versato per anni i contributi.

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