Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

RIMBORSI ELETTORALI: IL CODACONS DENUNCIA I PARTITI PER TRUFFA E ABUSO DELLA CREDULITA’ POPOLARE

In campagna elettorale avevano annunciato la rinuncia ai rimborsi, ma poi tranne il M5S tutti li hanno incassati08/08/2013 - Il Codacons ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma in merito ai rimborsi elettorali in favore dei partiti politici italiani.
Mentre ieri l’esame del ddl sul finanziamento pubblico ai partiti è stato rimandato a settembre, l'Ufficio di presidenza della Camera ha dato il via libera a 56,3 milioni di euro di rimborsi elettorali ai partiti previsti per l'anno 2013. Il Movimento 5 stelle, che in Ufficio di presidenza ha votato contro la decisione di attribuire i rimborsi, ha rinunciato alla sua quota, pari a 4 milioni di euro.

A tutte queste cifre occorrerà poi aggiungere le somme relative alle elezioni per il Senato che dovranno essere deliberate dagli organismi di Palazzo Madama, ricordando che la legge prevede che la somma annuale da ripartire tra partiti e movimenti a titolo di contributo pubblico sia complessivamente pari a 91 milioni.
Somme incassate dai vari partiti nonostante durante l’ultima campagna elettorale i vari movimenti politici abbiano tutti inneggiato all’abolizione dei rimborsi elettorali, cavalcando l’onda creata dal M5S al fine di ottenere consensi sul fronte dei voti dei cittadini.

Seppur con alcune differenze – spiega il Codacons – dal Pd al Pdl, passando per la Scelta Civica di Monti, i partiti hanno inserito la questione dei costi della politica e l’abolizione o il taglio dei rimborsi elettorali all’interno del proprio programma. Peccato che poi, al momento di incassare i soldi, nessuno abbia emulato quanto fatto dal M5S, rinunciando ai rimborsi elargiti dallo Stato.

Per tale motivo il Codacons ha chiesto alla Procura di Roma di accertare la sussistenza di ipotesi penalmente rilevanti come la truffa e l’abuso della credulità popolare in capo a quei soggetti politici che, durane l’ultima campagna elettorale, hanno inneggiato per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti al fine di conseguire i voti da parte degli elettori, e ad oggi sembrano, invece, porvi forti opposizioni creando raggiri ad hoc per consentire comunque ai partiti di percepire i rimborsi elettorali.

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