Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

A CALTANISSETTA ALFANO CONTRO LE MAFIE: «CARCERE DURO, SEQUESTRO E CONFISCHE DEI BENI ILLECITAMENTE ACCUMULATI»

Alfano: contro le mafie, «a Caltanissetta scende in campo la squadra Stato al massimo livello». Vertice nazionale in Sicilia su sicurezza Caltanissetta, 21/10/2013 - «Siamo qui a ribadire che lo Stato è più forte dell'antistato e che le Forze dell'ordine sono più forti delle forze del disordine». E' il commento rilasciato dal ministro Alfano al suo arrivo, oggi, a Caltanissetta per presiedere una
riunione straordinaria e urgente del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. Punto fermo nelle dichiarazioni del responsabile del Viminale, «riconfermare la strategia di contrasto alla mafia fatta di arresto dei latitanti, di carcere duro, sequestro e confische dei loro beni illecitamente accumulati».

Alla riunione, convocata all'indomani delle notizie delle minacce giunte al capo della prefettura nissena, Carmine Valente, hanno partecipato il presidente della regione Sicilia Rosario Crocetta, il capo di Gabinetto del ministro, Luciana Lamorgese, il capo della Polizia, Alessandro Pansa, i prefetti delle nove province siciliane, i comandanti generali dei Carabinieri Leonardo Gallitelli e della Guardia di finanza Saverio Capolupo, il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, rappresentanti della magistratura siciliana e i vertici di Confindustria.

«Oggi a Caltanissetta scende in campo la squadra Stato al massimo livello, dal procuratore nazionale antimafia ai vertici delle Forze dell'ordine, al governo», ha dichiarato il ministro Alfano. Sull'ipotesi, poi, di un eventuale rischio che Cosa Nostra stia alzando il tiro ha aggiunto: «Non possiamo escludere che questo sia l'intendimento della mafia, noi siamo qui per fare un approfondimento tecnico, non politico, sui profili di rischio che si possono verificare o riscontrare anche in questi territori».

«Siamo - ha detto ancora Alfano - nella capitale della ribellione dell'imprenditoria onesta nei confronti del racket. Siamo qui con i vertici delle forze dell'ordine a ribadire il nostro sostegno e la nostra vicinanza agli imprenditori a cominciare da Antonello Montante e Ivan Lo Bello, che si sono ribellati al racket».

A margine del vertice, rispondendo a chi gli chiedeva notizie sulla zona franca della legalità a Caltanissetta di cui si parla da anni, il ministro ha riferito di aver «parlato con Antonello Montante di un accordo sul Pon Sicurezza relativo a un modello 'Caltanissetta-Caserta'».
«Ho voluto definire questa riunione 'modello Caltanissetta' - ha precisato - per sottolineare che qui è nato un nuovo modo di affrontare le tematiche della sicurezza attraverso la partecipazione di segmenti strategici della società civile, nel caso specifico di Confindustria»

Il Ministro ha, quindi, evidenziato come il sistema della sicurezza nazionale sia affidato «allo Stato e alle sue articolazioni ma a Caltanissetta si è invece verificata una sussidiarietà in materia di sicurezza che ha avuto come co-protagonista dello Stato anche la società civile, attraverso la ribellione delle associazioni di categoria. Si è avuta - ha proseguito - la partecipazione attraverso atti concreti, e non solo chiacchiere, di pezzi importanti della società civile, alla sicurezza».

«Azioni come quelle di oggi, cioè la riunione qui a Caltanissetta del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza - ha concluso il Ministro - stanno a dire che indietro non si torna».

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