Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

CROCETTA A FLORESTA: «L'EOLICO HA DEVASTATO IL PAESAGGIO, IL SOLE È LA NOSTRA PRIMA FONTE DI RICCHEZZA»

Floresta (Me), 22/10/2013 – E’ così distante Floresta, in provincia di Messina, dalla civiltà dei consumi… energetici, dalle fonti ufficilia di produzione dell’energia elettrica da non fare neppure immaginare che il governatore della Sicilia Crocetta, intervenuto alla seconda sagra di Ottobrando, potesse parlare proprio di energia e in particolare dell’eolico: «Basta con queste pale eoliche, fermiamole per sempre. Fermiamo l'eolico e facciamo una verifica dell’'impatto che questo sistema infernale ha sull’ambiente e in Sicilia», ha detto il presidente Rosario Crocetta nella piazza di Floresta.
«L'eolico ha devastato il paesaggio – ha detto il presidente Crocetta a Floresta – e noi dobbiamo dire basta ai parchi off-shore che deturpano luoghi di rara bellezza, incontaminati e potenzialmente ricchi di ben altre risorse, a discapito del turismo, dell’agricoltura e dell’industria di trasformazione agricola. Noi, in Sicilia, intendiamo produrre energia eco-compatibile, il solare è la nostra prima fonte di ricchezza».
“In Sicilia – ha detto Crocetta – con l’eolico abbiamo chiuso. A Gela abbiamo inaugurato il più grande polo fotovoltaico d'Europa e quella sarà la direzione che intendiamo dare alla produzione di energia in Sicilia. Bisogna mettere una pietra sopra alle pale eoliche, brutte da vedersi, invadenti, e pericolosa in quanto sull'energia alternativa in Sicilia la mafia ci ha messo le mani, come hanno dimostrato le inchieste della Dia, portando alla confisca di un tesoro da 1,3 miliardi e 43 società intestate a Vito Nicastri, presunto emissario del boss mafioso Matteo Messina Denaro”.

E proprio qua, in questo territorio dei Nebrodi, dove ancora sopravvive la cultura contadina, dove l'automobile e l'asino convivono non reciproco rispetto, sorge uno dei parchi eolici più chiassosi della Sicilia, quel parco eolico dei Nebrodi che ha portato ad arresti e inchieste della magistratura. Qua le pale eoliche sembrano un esito incomprensibile della 'cultura' dell'Europa che non sa ancora che in giro esiste davvero la campagna. 

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