"Ho staccato la chiave" ha scritto Carlo Lizzani, il regista di 91 anni suicidatosi a Roma, nel biglietto indirizzato ai figli, prima di lasciarsi cadere dal terzo piano, nel cortile interno del palazzo dove viveva, in via dei Gracchi. Sono stati i vicini di casa a lanciare l'allarme avvisando la Polizia. "In un paese in cui suicidio assistito e eutanasia volontaria continuano ad essere un tabù, non può stupire che persone come Carlo Lizzani siano costrette a porre fine in solitudine alla propria vita
6 ottobre 2013 - "Ancora una volta, come fu per Mario Monicelli e per Franco Lucentini, la morte di Carlo Lizzani è destinata a creare grande impressione. Ancora una volta, nell'unirmi al cordoglio, devo dire con forza che non avrebbe dovuto morire così". E' il commento di Silvio Viale, presidente di Radicali. Viale, esponente di EXIT-Italia e dell'Associazione Luca Coscioni, ricordando la proposta di legge di iniziativa popolare recentemente depositata alla Camera, ha aggiunto:
"Ancora una volta, come fu per Mario Monicelli e per Franco Lucentini, la morte per precipitazione di Carlo Lizzazi è destinata a creare grande impressione. Ancora una volta, nell'unirmi al cordoglio, devo dire con forza che non avrebbe dovuto morire così." Questo il primo commento di Silvio Viale, presidente di Radicali Italiani, nell'apprendere la notizia della morte di Carlo Lizzani. Silvio Viale, che è un esponente di EXIT-Italia e dell'Associazione Luca Coscioni, ricordandio la proposta di legge di iniziativa popolare recentemente depositata alla Camera, ha aggiunto:
"In un paese in cui suicidio assistito e eutanasia volontaria continuano ad essere un tabù, non può stupire che persone come Carlo Lizzani siano costrette a porre fine in solitudine alla propria vita. Non conosco nei dettagli le vicende personali, non so come e quando abbia maturato la propria decisione, non so quando abbia deciso come attuarla, ma so che, in un paese civile, non si dovrebbe consentire di essere costretti a morire così. In un paese ove eutanasia e suicidio assistito fossero regolati, una persona come Carlo Lizzani avrebbe potuto parlarne senza timori con un medico e con i volontari delle associazioni per il diritto a una morte dignitosa. Dovrò, invece, ancora una volta constatare che l'ipocrisia dei politici italiani preferirà fingere di stupirsi dopo avere abbandonato nella solitudine chi ritiene ormai insopportabile, o conclusa, la propria vita. Chiedo pedono a Carlo Lizzani, ma la speranza è che il clamore della sua morte, come non accadde per Mario Monicelli e Franco Lucentini, induca il Parlamento a rompere il tabù sull'eutanasia."
E il regista Ferzan Ozpetek su Twitter scrive: "Gettarsi nel vuoto. Carlo, che la terra ti sia lieve".
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