“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere
“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere
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Nebrodi e Dintorni
Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars. “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”. Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato. All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici. “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...
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…ai tempi dell’Assemblea Costituente della Repubblica Italiana, ti avrei risposto che ci vuole la “i” perchè all’interno della prima versione della Costituzione Italiana la parola è riportata come “provincie“.
RispondiEliminaIl motivo era etimologico: la parola “provincia” deriva dal latino, e al plurale riportava la “i”.
Tuttavia, già nel 1976, Aldo Gabrielli (Ripatransone, 21 aprile 1898 – Arma di Taggia, 6 maggio 1978), uno dei più grandi linguisti italiani, pubblicava una serie di regole per dipanare una volta per tutte la questione dei plurali delle parole in -cia si è stabilita una regola: la i rimane se la c e la g sono precedute da vocale, cade se sono precedute da consonante. Quindi camicie e facce, ciliegie e spiagge… provincia, province.
…Oggi esiste anche un altro criterio…
Secondo il Dizionario Zingarelli del 2008 la forma plurale di “provincia” è “province” perché la forma “provincie” è caduta completamente in disuso. Questa “nuova” regola risolve la questione dei plurali di -cia e -gia in con un approccio tonico. Considerando cioè dove cade l’accento della parola. Se l’accento cade proprio su quella “i” allora il plurale conserverà quella “i”, diversamente, al plurale la “i” sarà omessa. Anche secondo questa regola più moderna “provincia” al plurale si conferma “pronvince“, in accordo con lo Zingarelli del 2008.