Povertà sanitaria in aumento, raddoppia la richiesta di farmaci per chi non può pagare le cure

Palermo: aumenta la povertà sanitaria e raddoppia la richiesta di farmaci per chi non può permettersi di pagare le cure. Appello per la Giornata di raccolta del farmaco. Domani 6 febbraio conferenza stampa presso l’ambulatorio sociale della parrocchia S. Agnese di piazza Danisinni Palermo, 5 febbraio 2026 – Aumenta sempre più a Palermo e provincia la povertà sanitaria e cresce il numero di persone che non hanno i mezzi economici per permettersi di pagare le cure o anche solo di acquistare semplici antipiretici, antinfiammatori e antinfluenzali oppure uno sciroppo per la tosse. E mentre in questi giorni monta l’emergenza freddo, i 37 centri caritatevoli che se ne prendono cura e che aderiscono al Banco farmaceutico segnalano che è raddoppiata la richiesta di assistenza, che ora si è estesa anche ai pazienti oncologici e a quelli terminali. Un dato che desta molta preoccupazione fra gli operatori sociali, considerato che già lo scorso anno la Giornata di raccolta del farmaco è...

LIGRESTI, IL MINISTRO CANCELLIERI: “ERA MIO DOVERE IMPEDIRE EVENTUALI GESTI AUTO LESIVI”

Lettera del Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri ai Capigruppo di Camera e Senato
Roma, 31 ottobre 2013 - In merito alla vicenda carceraria di Giulia Ligresti, ritengo opportune alcune precisazioni. Tutti voi conoscete l’attenzione e l’impegno che fin dal primo giorno del mio mandato ministeriale ho riservato alle condizioni in cui versano i detenuti; condizioni che, troppo spesso, hanno portato, specialmente le persone più vulnerabili, a compiere scelte estreme.
Nel caso di Giulia Ligresti, avverto l’esigenza di precisare il senso e i limiti del mio intervento, non appena avuta conoscenza, per via diretta, delle condizioni psicofisiche della ragazza.

Era mio dovere trasferire questa notizia agli organi competenti dell’Amministrazione Penitenziaria per invitarli a porre in essere gli interventi tesi ad impedire eventuali gesti autolesivi. Mi sono comportata, peraltro, nello stesso modo quando sono pervenute al mio Ufficio segnalazioni, da chiunque inoltrate, che manifestassero preoccupazioni circa le condizioni sullo stato psicofisico di persone in stato di detenzione. Intervenire è compito del Ministro della Giustizia. Non farlo sarebbe colpevole e si configurerebbe come una grave omissione.

Non c’è stata, quindi, né poteva esserci, alcuna interferenza con le decisioni degli Organi giudiziari. Nella mia comunicazione al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, non vi è stato nel modo più assoluto, come ampiamente dimostrato, alcun riferimento a possibili iniziative finalizzate alla eventuale scarcerazione della Ligresti. Naturalmente, sono pronta a riferire in Parlamento, ove richiesta, per poter dare ogni chiarimento che si rendesse necessario.

Il ministro Annamaria Cancellieri ha sempre detto che amnistia e indulto, provvedimenti che, se adottati, avrebbero portato un po' di respiro agli istituti penitenziari italiani, congestionati oltre ogni umana immaginazione, erano e sono comunque decisioni che spettano al Parlamento ma anche che "sono provvedimenti difficili e lontani".

Così, la proposta recentemente avanzata dal governatore della Toscana, Enrico Rossi, potrebbe diventare in breve un modello nazionale: favorire pene alternative per chi è detenuto per effetto della legge Fini-Giovanardi del 2006. E non solo. Riaprire vecchi istituti di pena dismessi, soprattutto nelle isole. Il coinvolgimento delle regioni, ritiene il guardasigilli, è da considerarsi "una risorsa" e, d'altronde "i detenuti sono cittadini di tutti: dello Stato e delle Regioni." "Un problema della società in cui hanno vissuto" ma, ricorda, "le condizioni dovranno essere valutate dai giudici, caso per caso". Pronti dunque a firmare con la Toscana, coltivando la speranza che nel 2014 anche altre regioni saranno in grado di avviare il programma.

Annamaria Cancellieri
Ministro della Giustizia

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