"Ho
deciso di lasciare un ministero e di lasciare un governo perché la mia
dignità vale più di tutto questo ed e' stata offesa da chi sa che non ho
fatto nulla e avrebbe dovuto spiegare perché era suo dovere prima
morale e poi politico. Non posso restare in un governo che non ha difeso
la mia onorabilità".
26/01/2014 -
I governi sono come i soldi: vanno e vengono. Ed anche se nessuno li ha eletti hanno i loro ministri, i presidenti, i deputati del premio di maggioranza e tutto quanto serve per movimentare le auto blu. Il governo attualmente in carica rientra tra quelli non eletti dal popolo, contro cui da più parti si continua a tuonare accusandolo (il popolo) di populismo, ogni volta che manifesta indignazione, contrarietà, desiderio di cambiamento e di rivolta.
A fronte di una legge elettorale dichiarata fuorilegge, risulta invece tutto in regola l’armamentario parlamentare, compresi i deputati eletti con quel premio di maggioranza che gli stessi organi giurisdizionali dello Stato avevano dichiarato illegittimo.
Riguardo ai ministri di questo governo, almeno tre sono entrati in 'area dimissioni’. Di questi solo una si era dimessa: Josefa Idem, per non averre pagato l’Ici su un immobile adibito a palestra.
Poi ilo caso Cancellieri ha tenuto in ambasce i componenti del Governo e del Parlamento. Ma tutto è finito in gloria. Ora è toccato al Ministro dell’Agricoltura, Nunzia De Girolamo, finita in ‘area dimissioni’ per una brutta faccenda di registrazioni audio, favoritismi e raccomandazioni all’ASL di Benevento, smentiti dalla De Girolamo e spiegate in Parlamento. Spiegazioni ritenute insufficienti, al punto che parecchi parlamentari di maggioranza non hanno manifestato soddisfazione ed hanno continuato a 'diffidare' di quanto addotto dal ministro De Girolamo.
Ora le dimissioni del Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, De Girolamo, con le seguenti motivazioni:
“Mi dimetto da Ministro. L'Ho deciso per la mia dignità: e' la cosa più importante che ho e la voglio salvaguardare a qualunque costo. Ho deciso di lasciare un ministero e di lasciare un governo perché la mia dignità vale più di tutto questo ed e' stata offesa da chi sa che non ho fatto nulla e avrebbe dovuto spiegare perché era suo dovere prima morale e poi politico. Non posso restare in un governo che non ha difeso la mia onorabilità".
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Stelvio Romeo così commenta la decisione del ministro De Girolamo: "Torna a casa! Che ci fai con quei ruderi perditempo! Quariarello? Cicchito! Ma che hai fatto!"
Cristiano Scerni: " · "Cominciate a vedere che dovete fare... la gente muore di fame e ruba per sopravvivere"
Riguardo all'inchiesta di Guardia di Finanza e Magistratura su Ministero e Agea così ieri 25 Gennaio scriveva Nunzia De Girolamo: "In relazione alla notizia apparsa oggi su alcuni organi di informazione riguardante l’indagine in corso della magistratura e della Guardia di Finanza sulla gestione dei fondi Comunitari da parte di Agea e del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, è opportuno precisare alcuni dati di fatto. L’indagine è in corso da tempo e riguarda vicende che precedono il mio insediamento al Palazzo dell’agricoltura, avvenuto nel mese di aprile 2013.
È importante anche dire che della complicata situazione in cui ho trovato Agea, e di cui sono stata messa a conoscenza anche dall’attuale gestione commissariale, insediata proprio per fare chiarezza, ho informato il Presidente del Consiglio, che ho messo al corrente delle principali criticità in cui versa l’ente.
“Del resto, la situazione dell’Agenzia è stata anche oggetto della relazione depositata dalla Corte dei conti il 7 maggio 2013, nella quale la Corte per gli esercizi dal 2009 al 2011, ha espresso giudizi di inefficienza e di inefficacia nei riguardi dell’attività dell’Agenzia stessa, sottolineando peraltro come gli impegni assunti dall’Agenzia nel corso degli anni si siano rivelati ‘poco attendibili’. La materia è stata inoltre oggetto di un atto di sindacato ispettivo presentato da una autorevole esponente del PD, la senatrice Pignedoli, che ricorda come tali carenze gestionali abbiano portato alla perdita di ingenti quote di finanziamenti europei, oltre all’annosa questione della gestione delle quote latte.
Inoltre la struttura attuale di Agea mi riferisce di interagire costantemente con la Procura della Repubblica di Roma, la Guardia di Finanza, con l’Olaf, l’Avvocatura dello Stato. Inoltre è stato costituito un organismo di Trasparenza e di garanzia dell'azione amministrativa dell'azione del Commissario, composto da Magistrati designati dal Consiglio Superiore della Magistratura, dal Consiglio di Stato, dalla Corte dei Conti e dall'Avvocatura Generale dello Stato. Questo per chiarire una volta di più che l’attuale amministrazione nulla ha a che fare con le indagini in corso, se non per aver offerto la più totale collaborazione agli inquirenti."
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