Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

CITTÀ METROPOLITANE, CGIL MESSINA DURAMENTE CRITICA SUL VOTO ALL'ARS


Oceano, Cgil Messina: “Decisione in contrasto con dinamiche europee che in Sicilia rischia di penalizzare esclusivamente Messina”
Messina, 19 feb 2014 - “Scelta gravissima che a Messina rischia di costare molto sia sotto il profilo economico che politico”. Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina che da sempre sostiene convintamente il progetto della costituzione di un’area metropolitana dello Stretto, commenta duramente il voto con cui l’ARS ieri sera ha bocciato di fatto le Città metropolitane in Sicilia salvando però il Liberi consorzi di comuni di 150mila abitanti.

 “Mentre da un lato si affossano le Città metropolitane che vanno in direzione della razionalizzazione della spesa pubblica e dell’intercettazione dei finanziamenti europei, dall’altra si avvalorano le piccole aggregazioni di comuni che vanno in direzione contraria, moltiplicando i centri di spesa e i relativi costi della politica. In piena contraddizione- evidenzia Oceano-, on la logica del taglio alle spese inutili e dell’accorpamento nella gestione dei servizi, trasporti, acqua, rifiuti, per migliorare risultati e abbattere i costi. Con questo voto – prosegue il segretario generale della Cgil provinciale- Messina rischia subito di perdere 100milioni di euro ma, cosa ancora più grave, è che rischia di essere eliminata tra le Città metropolitane siciliane. Facciano quindi attenzione i parlamentari messinesi all’Ars perché l’aria che tira e i le voci che circolano vanno tutte in questa direzione e non sarebbe certo la prima volta che tra le grandi città siciliane Messina finisce per fare la fine della sorella povera”.

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