Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

RAFFAELE LOMBARDO, PROVENZALE (FN): "IL SISTEMA POLITICO-MAFIOSO DIVORA I SUOI FIGLI; VERRÀ IL TURNO DI CROCETTA"


Catania, 21/02/2014 - "La recente condanna a 6 anni e 8 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa inflitta all'ex presidente della RegioneRaffaele Lombardo non è, come è noto, la prima della serie che ha coinvolto presidenti, vice presidenti e assessori della Regione siciliana. Mi pare logico concludere - sostiene Giuseppe Provenzale, segretario regionale di Forza Nuova - che il sistema politico-mafioso divora i suoi figli.

Drago, Provenzano, Cuffaro, i processi a Nicolosi e Leanza, solo per ricordarne alcuni, forniscono la prova evidente dell'esistenza di un sistema marcio e corrotto - che interessa tutti i partiti, nessuno escluso - colluso con potenti settori della massoneria, il cui radicamento tradizionale va ben oltre quella che i giornalisti definiscono: 'la maledizione di palazzo d'Orleans' ".

" Attaccammo duramente Lombardo quando era ai vertici della Regione - prosegue Provenzale - e accogliemmo con favore l'imputazione coatta da cui è scaturita la condanna in primo grado, ben consapevoli che il funzionamento della macchina regionale del voto di scambio e degli appalti funzionasse in modo scientifico e inossidabile, prova ne sia l'ereditarietà delle poltrone che vede oggi sedere all'ARS, tra gli altri, proprio Lombardo junior, e, per questa ragione, siamo certi di essere facili profeti se affermiamo oggi che dopo Totò vasa, vasa e don Fefè - ha concluso l'esponente di Forza Nuova - molto presto anche lo zio Saro Crocetta, di cui chiediamo da mesi le dimissioni, avrà qualche grossa grana con la giustizia, l'esperienza dei suoi predecessori insegna che le connivenze con settori della magistratura, non mettono al riparo nessuno; del resto: non c'è peggiore mafia della mafia dei professionisti dell'antimafia".


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