Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

LUIGI TENCO, LA SUA MORTE SOSPETTA A STORIE SU RAI STORIA

Rai Educational presenta Storie Sospette, in onda martedì 29 aprile alle 23.15 su Rai Storia – ch. 54 del Digitale terrestre e ch. 23 TivùSat. Giancarlo Governi e Gianni Borgna, recentemente scomparso, raccontano cinque grandi misteri italiani: la puntata è dedicata a Luigi Tenco, cantautore della prima ondata, è uno dei più grandi innovatori della canzone italiana, attardata ancora, alla fine degli anni Cinquanta, su cliché melodici e sulla rima cuore-amore

28/04/2014 - Arrivato a Genova da un paesino del Piemonte, Tenco, dopo avere iniziato con scarsi risultati la carriera universitaria, si aggrega al gruppo dei “genovesi” (Paoli, Lauzi, De André) che suonano più che altro per diletto in locali e balere del capoluogo ligure e dei dintorni. La sua fortuna, come anche quella degli altri amici, la deve a Nanni Ricordi, rampollo della celebre casa discografica, che scommette su di loro e, attraverso la loro musica, su un rinnovamento radicale della canzone italiana. I risultati saranno, soprattutto per lui, alterni ma non mancheranno i successi, dalla celeberrima sigla televisiva dello sceneggiato sul commissario Maigret ai trionfi sudamericani.

Alla metà degli anni Sessanta, al pari di Paoli e di altri cantautori, Tenco lascia la casa discografica milanese Ricordi per la romana (in realtà statunitense e multinazionale) RCA. L’industria del disco sta cambiando pelle e sforna successi a getto continuo per un fatturato da capogiro. Per molti sarà una manna, per Tenco l’inizio della fine. Quello non è il suo mondo. Il suo universo intimista non ha molto a che fare con i media e proprio al Festival di Sanremo, dove approderà alla ricerca di un successo troppo a lungo mancato, Tenco si toglierà la vita il 27 gennaio del 1967 per non essere entrato in finale e per il rimorso di avere coinvolto la grande Dalida, in quel momento sua compagna nella vita, in quel fiasco clamoroso. Anche la sua morte lascerà aperti molti interrogativi. Che si sia trattato di suicidio appare pressoché certo. Ma le motivazioni e la meccanica di quel gesto restano ancora tutte da chiarire.

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