Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

PUBBLICO IMPIEGO: PERCHE' I CONTRATTI SUBITO, ESIGENZA ESSENZIALE

03/04/2014 - “La riapertura dei tavoli contrattuali per il rinnovo dei CCNL nel pubblico impiego costituisce un’esigenza essenziale e non più procrastinabile. E ciò non soltanto per ripristinare il corretto rapporto tra prestazione di lavoro e retribuzione, il cui venir meno ha arrecato gravissimo e permanente pregiudizio economico a tutti i dipendenti del settore pubblico. Esiste, infatti, anche un problema parallelo, in quanto il fermo della parte normativa contrattuale sta progressivamente degenerando in una situazione di stratificazione normativa rispetto alle altre fonti dell’ordinamento giuridico”.
Con queste parole, il Segretario Generale della UILPA, Benedetto Attili, interviene sul delicato argomento “degli interventi legislativi che vengono ad interporsi tra le disposizioni contrattuali, in questo momento non modificabili, creando non pochi problemi ed incertezze interpretative per i lavoratori e per gli stessi uffici del personale delle Amministrazioni Pubbliche.”

Aggiunge Attili: “La circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica del 19 marzo u.s. a firma dell'allora ministro Gianpiero D'Alia, in materia di assenze per visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici, ne costituisce un esempio eclatante poiché è intervenuta su istituti già disciplinati dalla normativa contrattuale, introducendo penalità ulteriori ed ingiustificate a carico dei malati e ponendo per di più notevoli problemi di interpretazione in quanto in conflitto con le norme contrattuali.”
“Invitiamo il Ministro Madia”, conclude Attili, “a considerare gli effetti degenerativi di tali improvvidi interventi ed a farsi parte attiva nel sospendere gli effetti della citata circolare e nella riapertura dei tavoli contrattuali, per il rinnovo dei CCNL del pubblico impiego, parte normativa e parte economica, soprattutto per evitare di colpire ancora una volta i più deboli”.

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