Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

LACCOTO: “INDAGINE SULLA SICUREZZA DELLA A20 ME-PA, INSICURA, PERICOLOSA, DAGLI ETERNI CANTIERI”

06/08/2014 - Un’autostrada insicura, pericolosa, famosa per i cantieri eterni e l’esosità dei pedaggi. Ecco la A20 Messina Palermo, descritta dal deputato del Partito Democratico Giuseppe Laccoto in una interrogazione presentata al Presidente della Regione e all’Assessore per le infrastrutture e la mobilità. Nell’atto ispettivo, Laccoto ripercorre le innumerevoli criticità della principale via di collegamento della costa settentrionale della Sicilia e chiede di avviare un’indagine per verificare le reali condizioni di sicurezza dell’autostrada, accertare le eventuali responsabilità per la mancata manutenzione ordinaria e straordinaria e appurare la regolare procedura degli appalti.
Laccoto sottolinea la presenza di “frequenti deviazioni che determinano una circolazione a doppio senso di marcia, numerose gallerie non adeguatamente illuminate, il manto stradale deformato per lunghi tratti”.

Tutto ciò concorre a determinare “evidenti pericoli alla circolazione” e il verificarsi periodico e puntuale di gravissimi incidenti sulla A20. “La manutenzione del manto stradale, delle gallerie, dei guardrail, la cura del verde – evidenzia il deputato Pd - è pressoché inesistente e agli annosi problemi riguardanti l’inadeguata pavimentazione stradale e la scarsa segnaletica non è mai stato posto rimedio”. Invece, sostiene Laccoto, “le ingenti somme provenienti dal pagamento del pedaggio potrebbero garantire una costante manutenzione, tale da non permettere che un’interruzione si protragga per anni e anni, così come invece avviene da tempo immemore”. Ad aggravare un quadro “già di per sé complicato, si inserisce la questione riguardante il mancato completamento e l’apertura alla circolazione di alcuni svincoli, in particolare quelli che conducono alla città di Messina, causando code chilometriche di autoveicoli nel tratto di autostrada del viadotto Ritiro”.

Laccoto chiede quindi al Presidente della Regione e all’Assessore per le infrastrutture e la mobilità “quali siano i sistemi di affidamento degli appalti relativi ai lavori e i criteri perseguiti per garantire una maggiore efficienza nella manutenzione”, “se si intenda garantire una vigilanza costante sull’effettiva realizzazione dei lavori di manutenzione e attuare immediati sopralluoghi al fine di individuare interventi per ripristinare il manto stradale scarsamente omogeneo” e se per il Governo Regionale “l’apertura degli svincoli di Messina-Giostra costituisca una priorità o bisognerà ancora attendere continui rinvii, che si protraggono ormai da anni”. Laccoto chiede quindi di avviare “un’indagine volta ad accertare la sussistenza dei requisiti minimi di sicurezza a tutela della incolumità dei cittadini che percorrono l’autostrada Palermo – Messina, la mancata ottemperanza alle normative vigenti in materia di opere pubbliche e di collaudo”. L’indagine dovrà “verificare di chi siano eventuali responsabilità per la mancata manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché la verifica della regolare procedura degli appalti, a volte affidati anche senza regolare gara pubblica”.

Commenti