Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

“POZZO II” E “GOTHA”: SEQUESTRATI I BENI DI CARMELO GIAMBO’

Gli interessi illeciti sono provenienti da gioco d’azzardo, estorsioni, infiltrazione negli appalti pubblici, imposizione di servizi e forniture di conglomerati cementizi, riqualificazione del lungomare di Ponente di Milazzo (ME), metanizzazione di numerosi Comuni del messinese
Messina, 12/08/2014 - Nella mattinata odierna, i Carabinieri del R.O.S. hanno eseguito un provvedimento di sequestro finalizzato alla successiva confisca dei beni, disposto dal Tribunale di Messina - Sezione Misure di Prevenzione - a carico di GIAMBO’ Carmelo, imprenditore quarantatreenne originario di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), attualmente detenuto a seguito delle condanne riportate nell’ambito dei processi scaturiti dalle indagini “Pozzo II” e “Gotha”.

Tali indagini, nel documentare la riorganizzazione del sodalizio barcellonese proprio sotto la direzione del citato GIAMBÒ, ne avevano evidenziato gli interessi illeciti nel settore del gioco d’azzardo e delle estorsioni e nell’infiltrazione negli appalti pubblici, attraverso l’imposizione di servizi e forniture di conglomerati cementizi, in particolare nelle opere di riqualificazione del lungomare di Ponente di Milazzo (ME) e di metanizzazione di numerosi Comuni del messinese.

I proventi venivano ripartiti con i contigui clan dei “MAZZARROTI”, di Mazzarrà Sant’Andrea e dei “BONTEMPO SCAVO” di Tortorici, mediante un articolato sistema di sovrafatturazioni e di contabilizzazione di operazioni inesistenti, che coinvolgeva il circuito di imprese riconducibili anche allo stesso GIAMBÒ ed ai suoi prestanome.

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, hanno quindi riscontrato come la netta sproporzione tra i redditi dichiarati ed il patrimonio dell’interessato derivasse dalle attività illecite documentate.

Il decreto di sequestro colpisce aziende, beni mobili, immobili e rapporti di credito, per un valore complessivo di oltre un milione di euro, risultati nelle disponibilità del GIAMBÒ, sebbene in parte intestati a terze persone.

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