Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

GIORGIO LA PIRA: IL 'RAGIONIERE' DI MESSINA CHE SCRISSE LA COSTITUZIONE ITALIANA

Rai Cultura dedica al 'ragioniere' Giorgio La Pira il documentario che racconta la vita di un uomo centrale nella politica del secondo dopoguerra. Giorgio La Pira nacque a Pozzallo il 9 gennaio 1904 , politico italiano, fu sindaco di Firenze, terziario domenicano e francescano. Nel 1921 conseguì a Messina il diploma di ragioniere, nel 1922 anche la maturità classica. Le testimonianze di Ettore Bernabei, Ugo De Siervo, ex Presidente della Corte Costituzionale e suo allievo, Matteo Primicerio, Presidente della Fondazione La Pira Firenze, Giulio Andreotti, Amintore Fanfani, Vittorio Citterich

28/10/2014 - Italiani, la trasmissione di Rai Cultura dedicata ai grandi personaggi che hanno dato lustro alla vita politica, sociale e culturale del Paese condotta da Paolo Mieli, in onda da martedì 28 ottobre alle 21.30 su Rai Storia, si apre con una puntata dedicata a Giorgio La Pira. Attraverso immagini inedite delle Teche Rai e fotografie provenienti dalla Fondazione Giorgio La Pira, il documentario racconta la vita di un uomo centrale nella politica del secondo dopoguerra. Testimonianze di Ettore Bernabei, Ugo De Siervo, ex Presidente della Corte Costituzionale e suo allievo, Matteo Primicerio, Presidente della Fondazione La Pira Firenze, Giulio Andreotti, Amintore Fanfani, Vittorio Citterich.

Giorgio La Pira nacque a Pozzallo il 9 gennaio 1904 , politico italiano, fu sindaco di Firenze, terziario domenicano e francescano, appartenente all'Istituto Secolare dei Missionari della Regalità, servo di Dio per la Chiesa cattolica. Nel 1921 conseguì a Messina il diploma di ragioniere, nel 1922 anche la maturità classica con la preparazione del professore di italiano Federico Rampolla del Tindaro, che lo indirizza a proseguire gli studi in giurisprudenza.

La casa di Giorgio La Pira a Messina.
Il giovane La Pira è affascinato da Gabriele D'Annunzio e Tommaso Marinetti, dal loro ideale di cambiamento[1], legge molto e si avvicina ad altre esperienze, condividendole con il suo gruppo di giovani amici di cui fanno parte anche Salvatore Quasimodo e Salvatore Pugliatti, futuro rettore dell'Università di Messina.

La Pira era rimasto fortemente colpito dall'ascolto di un coro di suore[2], intuì una dimensione ulteriore, ma occorre attendere la Pasqua del 1924 affinché l'intuizione diventi conversione. Data segnata in calce sul suo Digesto, strumento di lavoro quotidiano per un docente di diritto romano.

La costituente[modifica | modifica wikitesto]
Nel 1946 viene eletto all'Assemblea costituente ed è parte integrante del nucleo centrale del "dossettismo": nello stesso anno insieme a Giuseppe Dossetti e ad altri, fonda l'associazione Civitas Humana; fa parte della cosiddetta "comunità del porcellino", collabora alla rivista "Cronache Sociali". Il gruppetto di sodali è formato da Giuseppe Dossetti, Amintore Fanfani, La Pira, Giuseppe Lazzati.

La Pira svolge un'opera apprezzata nell'ambito della "Commissione dei 75", specialmente nella redazione dei Principi Fondamentali. L'attuale Art. 2 della Costituzione viene modellato attorno alla sua proposta iniziale. L'Articolo 2 della Costituzione Italiana, recita: «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale».

La sua Relazione alla Sottocommissione I accostò la centralità dell'individuo secondo la tradizione cristiana alla religione di Stato di stampo hegeliano realizzata dal fascismo in Italia. A causa di tale esperienza storica trovava necessaria una specifica menzione dei diritti umani nella Costituzione italiana, per la prima volta nella storia dell'Occidente.

(Note biografiche interamente tratte da Wikipedia)

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