Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

CROCETTA, PETROLCHIMICO: "MA SIAMO DIVENTATI TUTTI PAZZI?"


Il petrolio estratto sara' lavorato nelle raffinerie siciliane, da Milazzo al polo di Priolo ed Augusta, e porteremo altro lavoro in questi territori. L'Eni, inoltre, si e' impegnata a creare la sede dell'azienda estrattiva in Sicilia

PALERMO, 16/11/2014 - "Quale Regione, quale Stato al mondo ha il petrolio e non lo vende? O siamo diventati tutti pazzi?". Se lo chiede il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta in un'intervista a Repubblica (edizione Palermo).
"L'intesa per la salvaguardia del Petrolchimico - aggiunge - oltre a trasformare la raffineria nel primo polo di economia verde italiano, introduce alcuni aspetti importanti: a realizzare le basi e le trivelle saranno gli operai della Fincantieri, e cosi' sara' sbloccata la crisi occupazionale di Palermo. Il petrolio estratto sara' lavorato prioritariamente nelle raffinerie siciliane, da Milazzo al polo di Priolo ed Augusta, e porteremo altro lavoro in questi territori. L'Eni, inoltre, si e' impegnata a creare la sede dell'azienda estrattiva in Sicilia, in modo da pagare qui le tasse. Insomma, questo accordo complessivamente non vale meno di 500 milioni di euro e produce 6.500 occupati. Un risultato incredibile per la nostra economia". (ITALPRESS)

Sulla pagina FB del presidente Crocetta, Enzo Verderame scrive: "Ciao Rosario, io mi auguro che a Gela non si perdano posti di lavoro. Può fare solo piacere che l'accordo fatto a Roma crei occupazione per i siciliani, ma che a pagare non siano i gelesi. Noi siamo tanto bravi, e saremo altrettanto cattivi da non permettere a nessuno di prenderci ancora una volta in giro. Se non saranno garantiti i posti di lavoro di tutte le persone perbene, da gela partirà la rivoluzione, non facciamo giocare più nessuno con il nostro futuro. NESSUNO!!!!

E Monella Arnone ribatte: "Che vergogna! Dispiace immensamente constatare che lei non ha la minima idea di cosa significa l'esistenza di una piattaforma petrolifera. Dare lavoro a scapito della salubrità dei mari e dell'ambiente, le pare un investimento economico per le generazioni future? E' oramai acclamato che il petrolio non è più il futuro e che le piattaforme producono un immenso danno all'ecosistema marino. Lei in quanto governatore sta iniziando a farsi inghiottire dalle lobbies, crede di racimolare più voti alle prossime elezioni? Prima col Muos, adesso con il petrolio. Crocetta vada a casa, lei non è più all'altezza del ruolo che ricopre."

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