Franco Battiato. Un’altra vita: la mostra-evento nel nome di un artista che ha segnato la storia della musica italiana

Da domani al 26 aprile 2026 al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo   Franco Battiato .  Un’altra vita la mostra-evento nel segno di uno dei più amati artisti che ha segnato in modo unico e innovativo la storia della musica italiana     Roma, 30 gennaio 2026  –  Da domani e fino al 26 aprile 2026, lo Spazio Extra del MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo  ospita  Franco Battiato. Un’altra vita , la mostra-evento dedicata a uno dei più grandi protagonisti della cultura italiana contemporanea, a cinque anni dalla sua scomparsa.   Coprodotta dal  Ministero della Cultura  e dal  MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo , la mostra è curata da  Giorgio Calcara  con  Grazia Cristina Battiato  ed è organizzata da  C.O.R. Creare Organizzare Realizzare  di  Alessandro Nicosia , in collaborazione con la  Fondazione Franco Battiato ETS .   Attraverso ricordi, materia...

BEAGLE, GREEN HILL CONDANNE LIEVI, 30MILAEURO ALLA LAV E DIVIETO DI RIAPRIRE PER DUE ANNI

23/01/2015 - Green Hill è condannato. Sconfitto tre volte: 1) oggi 23 gennaio l’allevamento Green Hill è stato condannato dal Tribunale di
Brescia per il reato di maltrattamento e di uccisione di animali (articoli 544bis e
544ter del Codice penale) - Renzo Graziosi, veterinario dell'allevamento e
Ghislane Rondot, co-gestore di “Green Hill 2001” entrambi condannati a 1
anno e 6 mesi, Roberto Bravi, direttore dell'allevamento condannato a un
anno più risarcimento delle spese. Sospensione dalle attività per due anni, per
i condannati, e confisca dei cani. Assolto Bernard Gotti, co-gestore di “Green
Hill 2001”. Una sentenza memorabile, destinata a fare giurisprudenza, capace di
fare emergere l’amara realtà delle sofferenze inflitte ai cani allevati a fini
sperimentali dalla succursale della multinazionale Marshall.

2) Sconfitto con il sequestro probatorio di tutti i beagle (luglio 2012), ora confiscati
dal Giudice. Una vicenda senza precedenti in Italia e nel mondo per numero di
animali “da esperimento”, circa 3000 definitivamente salvi, e per i suoi risvolti
giudiziari: la legalità e il rispetto del benessere animale sono principi vincolanti,
per legge, anche in settori come la sperimentazione.
3) Per legge, inoltre, Green Hill non potrà comunque riaprire perché il Decreto
Legislativo 26/2014, approvato alcuni mesi fa, vieta l’allevamento di cani, gatti e
primati destinati ad esperimenti, a seguito di un’altra battaglia della LAV
(www.lav.it) .

Si è concluso così il processo di primo grado presso il Tribunale di Brescia, a carico di
Bernard Gotti e Ghislane Rondot, co-gestori di “Green Hill 2001”, Roberto Bravi e
Renzo Graziosi, rispettivamente direttore e veterinario dell'allevamento, accusati di
maltrattamento e di uccisione di animali (art.544bis e 544 ter del codice penale): Renzo
Graziosi, veterinario dell'allevamento e Ghislane Rondot, co-gestore di “Green Hill
2001” entrambi condannati a 1 anno e 6 mesi, Roberto Bravi, direttore
dell'allevamento condannato a un anno più risarcimento delle spese. Sospensione
dalle attività per due anni, per i condannati, e confisca dei cani. Assolto Bernard Gotti,
co-gestore di “Green Hill 2001”.

Le condanne non sarebbero state possibili senza la Legge 189 del 2004, fortemente
voluta e da noi sostenuta, ma è anche simbolicamente la vittoria di Davide contro Golia,
l’affermazione delle ragioni antivivisezioniste in contrapposizione agli interessi di una
potente multinazionale come la Marshall.

Il Pubblico Ministero Ambrogio Cassiani, nella sua requisitoria aveva chiesto per i capi
d’imputazione del processo, 3 anni e 6 mesi per il veterinario Graziosi, 3 anni per
Rondot e 2 anni per Bravi e Gotti. Inoltre aveva contestato a cinque dipendenti di
Green Hill il reato di falsa testimonianza.

Sulla base di quanto emerso dalle prove e dai verbali del processo, inoltre, la LAV
annuncia che chiederà l’imputazione dei veterinari dell’Asl di Lonato, dell’Istituto
Zooprofilattico di Brescia e dei funzionari della Regione Lombardia e del Ministero della
Salute, che in tutti gli anni passati avevano scritto che tutto era regolare
nell’allevamento.

“La sentenza di condanna di Green Hill è un riconoscimento a tutte e tutti coloro che in
tanti anni hanno partecipato a manifestazioni a Montichiari e in tante altre parti d’Italia

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