Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

EDIPOWER, CGIL MESSINA: GRAVE IL SILENZIO DELLA POLITICA SULLA VERTENZA

Messina, 13 marzo ’15 - “Nella giornata della nuova protesta, del nuovo sciopero contro la chiusura di uno degli ultimi impianti industriali – dichiara il segretario generale della Cgil di Messina, Lillo Oceano - esprimiamo massima solidarietà e vicinanza ai lavoratori, diretti e dell’indotto, della centrale Edipower che in tutti modi stanno cercando di difendere il loro futuro occupazionale che è anche il futuro produttivo di un territorio già scippato di industrie e marchi importanti e che rivendica la salvaguardia delle realtà industriali presenti per garantire ancora occupazione, assieme ad un progetto di sviluppo”.
“Ci chiediamo cosa faccia la politica – osserva Oceano – il cui assordante silenzio sottolinea l’assenza di attenzione e interesse, da parte di quella che si autoproclama classe dirigente, nei confronti del territorio che dovrebbe rappresentare. Tranne poi, quando il danno è fatto, fingere di indignarsi”.

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