Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

SANDRO RUOTOLO SOTTO SCORTA PER LE MINACCE DAL BOSS CAMORRISTA ZAGARIA

Roma, 07/05/2015 - Il giornalista di Servizio Pubblico Sandro Ruotolo è stato minacciato di morte. Michele Zagaria, capo dei Casalesi, è stato intercettato in carcere mentre diceva “‘O vogl’ squartat’ vivo”. Tantissimi i messaggi di solidarietà nei suoi confronti. Quali misure di controllo siano state avviate per evitare che il boss Zagaria possa avere contatti con l'esterno e se oltre al regime previsto dal 41-bis si intenda valutare la possibilità di sottoporre il Zagaria ad un regime di restrizione ancora più severo”. Lo chiede il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione parlamentare antimafia, in un’interrogazione presentata al ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Il giornalista di Servizio Pubblico Sandro Ruotolo è ora sotto scorta. La decisione è stata presa dal prefetto di Roma, Franco Gabrielli, in attesa della riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Le minacce di morte per il giornalista televisivo sono arrivate dal capo del clan dei casalesi, Michele Zagaria, che intercettato in carcere dice: ”‘O vogl’ squartat’ vivo”


Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01906
Atto n. 3-01906 Pubblicato il 6 maggio 2015, nella seduta n. 444

LUMIA - Al Ministro dell'interno. -
Premesso che:
come si apprende da numerose notizie di stampa, si è venuti a conoscenza delle minacce di Michele Zagaria, il boss camorrista, ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, Catello Maresca e Cesare Sirignano e al giornalista, braccio destro di Michele Santoro alla trasmissione televisiva "Servizio Pubblico", Sandro Ruotolo;
Michele Zagaria, soprannominato "Capastorta", fa parte del pericolosissimo clan camorristico dei Casalesi. È considerato il "re del cemento" a livello nazionale per i suoi interessi negli appalti pubblici e non, che si estendono dalla Campania al Lazio, alla Toscana, all'Umbria, all'Abruzzo, alla Lombardia e all'Emilia-Romagna. Dopo diversi anni di latitanza e anni di laboriose indagini il giorno 7 dicembre 2011, gli uomini della III Sezione della squadra mobile di Napoli, lo arrestarono, scovandolo all'interno di un bunker di cemento armato, costruito sotto un'abitazione. Le indagini erano coordinate da un pool di magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli e al blitz parteciparono il personale del servizio centrale operativo della Polizia di Stato, le squadre mobili di Napoli e Caserta e il nucleo prevenzione crimine Campania. Di Michele Zagaria si ricordano in particolare le prime parole pronunciate dopo la cattura che furono: «Avete vinto voi, ha vinto lo Stato.»;

il servizio sulla "Terra dei fuochi" del giornalista Sandro Ruotolo, andato in onda qualche tempo fa a "Servizio Pubblico", faceva emergere il coinvolgimento del boss per la realizzazione di siti per lo smaltimento di rifiuti tossici. Questa scottante inchiesta provocò la reazione del camorrista, sfociata in minacce di morte nei confronti dei magistrati e del giornalista Ruotolo. Come emerge dalle registrazioni dei magistrati della Procura antimafia di Napoli, dalla sua cella avrebbe inveito contro il giornalista esclamando: "O vogli' squartat' vivo". Per tale ragione gli investigatori e magistrati hanno subito compreso la gravità della situazione tanto che immediatamente il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, ha subito predisposto un servizio di scorta per il giornalista,
si chiede di sapere:

quali misure complessive di sicurezza siano state prese nei confronti dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, Catello Maresca e Cesare Sirignano e del giornalista, Sandro Ruotolo in particolare e quali altre misure di sicurezza siano state adottate, oltre a quella della tutela;
quali misure di controllo siano state avviate per evitare che il boss Zagaria possa avere contatti con l'esterno e se oltre al regime previsto dal 41-bis si intenda valutare la possibilità di sottoporre il Zagaria ad un regime di restrizione ancora più severo.

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