Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

MAFIA, PRINCIPATO: “D’ALÌ È UN PROTETTORE DI MESSINA DENARO”, GASPARRI: "E' UNA FORMA DI TORTURA VERSO UN INNOCENTE"

Dichiarazioni di Gasparri e Rotondi; l'intervista del Procuratore aggiunto dott.ssa Principato a Enrico Deaglio del Venerdi di Repubblica, che i due esponenti hanno commentato questa mattina nel programma KlausCondicio di Klaus Davi

Roma, 15/09/2015 - “Penso che D’Alì sia tra le protezioni di Messina Denaro, ma non lo metterei come unica. Si farebbe un errore a considerarla l’unica”. Poche frasi ma incisive non di un pm qualsiasi, ma di Teresa Principato, procuratore aggiunto di Palermo, che indaga sul boss trapanese, Messina Denaro. Dichiarazioni che non aveva mai detto prima e che ha rilasciato al giornalista Enrico Deaglio, de Il Venerdì di Repubblica . E la polemica non si è fatta attendere nelle fila di Forza Italia.
“Quella di sostenere che il dottor Antonio D’Ali, sia il protettore di Messina Denaro, credo sia una forma di tortura nei suoi confronti”. Lo ha dichiarato il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, intervistato da Klaus Davi per il programma KlausCondicio, on air su YouTube al link https://www.youtube.com/user/klauscondicio. “ Se i magistrati sanno delle cose, ritengo, debbano non dare interviste ma assumere iniziative. So che il senatore D’Alì come è noto alle cronache, é stato sottoposto a un lunghissimo procedimento ma è stato assolto. Quindi, non capisco perché sottoporlo a questa forma di tortura, non saprei come definirla diversamente. E’ sempre stato assolto. Il metodo è improprio. – prosegue il senatore forzista – “D’Alì non centra nulla con Messina Denaro. Se fosse veramente autonomo il Csm dovrebbe intervenire ma sono scettico. E’ noto come la maggioranza di quell’organo sia dei togati e quindi dubito faranno qualcosa“ .
“Mi sembra di sparare sulla croce rossa. Quella della dottoressa Principato mi sembra una gaffe così grande che si commenta da sé. La sua frase è totalmente fuori posto”. Lo ha dichiarato, l’onorevole Gianfranco Rotondi, presidente del movimento Rivoluzione Cristiana, ospite del programma KlausCondicio, condotto dal massmediologo Klaus Davi, su YouTube visibile al link https://www.youtube.com/user/klauscondicio, invitato a commentare le dichiarazioni che il pm Teresa Principato, ha rilasciato a Il Venerdì di Repubblica, secondo cui il senatore Antonio D’Alì sarebbe uno dei protettori del boss Messina Denaro, ma non l’unico.

“Credo che stia scritto in tutti i libri di diritto cosa debba fare un pm quando fa delle indagini così delicate. Vengo da una famiglia nella quale c’erano molti magistrati. Quando studiavo legge mi fu detto che io non ero adatto a fare il concorso, perché il magistrato doveva essere portatore di silenzio e io invece, ero troppo chiacchierone. Mi è venuto da pensare che i miei parenti sbagliassero!”. E alla domanda “ma se fosse vero che D’Ali ha protetto Messina Denaro per voi si porrebbe un enorme problema? ” Rotondi risponde “ io sono abituato a giudicare i fatti qui mi sembra siamo lontani. Quando ci sono indagini cosi delicate, la riservatezza é d’obbligo non solo rispetto agli indagati ma anche per l’efficacia della stessa“.

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