Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

ALLUVIONE A BARCELLONA P.G.: MEZZO BICCHIERE D'ACQUA VERSATA IN UN TORRENTE PRIVO DI LETTO

Barcellona P.G. (Me), 10/10/2015 -
In effetti potremmo dire che si è trattato di mezzo bicchiere d'acqua versata in un imbuto e ripresa dalle telecamere mentre esce dall'imbuto. Detto cosi può sembrare una sciocchezza, ma non lo è affatto, anzi è gravissimo perché quel mezzo bicchiere d'acqua è fuoriuscita da un torrente privo di letto, ovvero dal letto di un torrente pieno di detriti, al punto da risultare senza argini.
Meno male che si sia trattato di solo mezzo bicchiere, immaginiamo cosa potrà accadere quando pioverà per 10 ore di fila, cosa potrà capitare. Purtroppo queste sono tragedie annunciate.
Ciò avviene perché gli organi deputati al controllo del territorio omettono di fare i necessari e dovuti controlli.
Sarebbe opportuno che la Procura della Repubblica si prendesse la briga di andare a controllare le relazioni periodiche che i tecnici degli Enti preposti hanno elaborato negli ultimi anni, affinché si cominci a responsabilizzare i vari organi e indurli a non commettere tali gravi omissioni, impedendo di continuare a far saccheggiate questo martoriato Paese. Si tratta di mancati controlli del territorio, omissioni che fino ad adesso sono sempre rimaste impunite, senza nessun colpevole.
Ecco le foto del torrente senza argini da dove è uscito quel “mezzo bicchiere d'acqua”, finita nell'imbuto di Cicerata. Non è per sminuire la catastrofe parlando di "bicchiere d'acqua", ma provate a immaginare 5 o 10 ore di pioggia incessante, oppure uno o due giorni ininterrotti di pioggia… Cosa potrebbe capitare? Certamente stavolta il morto ci scappava, però a differenza dell'alluvione del 22 novembre 2011, alcuni non sarebbero rimasti con il "rammarico" del fatto... che non ci hanno dato lo stato di calamità come a Genova (caspita, da noi non c'è stato il morto, quindi ci hanno considerati alluvionati di serie B), quindi niente finanziamenti, sono rimasti sfregandosi le mani.

Nelle foto le ruspe intente a ricostruire l'argine; si può notare la polvere, mentre la pala meccanica (quella rossa) sposta con il cucchiaio il terreno dal letto del fiume verso l'argine da ricostruire. Questo ci fa capire (la polvere) quanto breve e leggero è stato l'evento atmosferico.


Francesco Caizzone

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