Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

SANITA’: IOPPOLO, QUASI 60 MLN IN TRE ANNI NON SPESI PER AMMODERNAMENTO, REGIONE AVVII INDAGINE

28/10/2015 - "Un’ indagine conoscitiva per sapere l’importo complessivo esatto delle somme non spese nell’ammodernamento delle aziende sanitarie". La chiede il deputato di Lista Musumeci Gino Ioppolo, componente della commissione sanità, lanciando l’allarme sulle cifre stanziate, ma non utilizzate per investimenti tecnologici nel settore che ammontano, solo nel triennio 2012-2014, a 59 milioni 628 mila euro. Ioppolo ha presentato un ‘interrogazione all’Ars. “La Regione spende ogni anno ingenti somme per strumenti e apparecchiature destinate all’ammodernamento delle aziende del servizio sanitario - si legge nell’atto ispettivo. Nell’anno finanziario 2014 i fondi stanziati dall’assessorato in conto capitale ammontavano a 132 milioni 686 mila euro. Di questi, quelli impiegati risultano 132 milioni 423 mila euro, restano pertanto 263.000 euro mai utilizzati per consentire che l’offerta di salute resa ai siciliani sia sempre più adeguata alle nuove tecnologie e ai progressi della scienza”. Molto più consistenti le somme non spese negli esercizi finanziari precedenti: nel 2013 sono 50 milioni 424 mila euro, mentre nel 2012 8 milioni 941 mila euro. “Il mancato pieno utilizzo degli stanziamenti disponibili da parte delle aziende sanitarie - afferma Ioppolo - produce un evidente danno nei confronti dei cittadini siciliani che non possono contare su un sistema sanitario pubblico pienamente efficiente ed adeguato, con le dovute garanzie dei livelli di assistenza. Il governo - conclude - chiarisca l’esatto importo, suddiviso per singola azienda sanitaria, delle somme stanziate e non spese per investimenti strutturali e strumentali, di origine regionale, statale e comunitaria e quali siano i motivi alla base del mancato utilizzo”.

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