Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

UN REFERENDUM CONTRO IL MEGA-INCENERITORE PIÙ GRANDE D’EUROPA: MILAZZO SI RISERVA DI DECIDERE

22 ottobre 2015 – Oggi nella sala Giunta del Comune di San Filippo del Mela, alle ore 19.00, si riuniscono Amministratori locali ed esponenti delle associazioni ambientaliste. Argomento dell’incontro è “Riconversione delle ex-centrale Edipower di San filippo del Mela a CSS, contrarietà; indizione di un referendum sovracomunale”.
Bastano queste poche parole per sancire che stasera, 22 ottobre, si è consumata un’occasione storica. Come riporta l’accordo citato sopra, I sette sindaci (o loro sostituti) dei comuni parte dell’Area a Elevato Rischio di Crisi Ambientale (AERCA), istituita con decreto del governo regionale nel 2002, si sono accordati formalmente per indire un referendum contro il mega-inceneritore da 517 mila tonnellate, uno dei più grandi d’Europa.

Una sola nota stonata, disturba questa bella pagina di democrazia. Il diniego del comune Milazzo a seguire la strade degli altri comuni e indire la consultazione. I rappresentanti della giunta mamertina si sono riservati la facoltà di decidere ne prossimi giorni. I problemi sollevati sono di due ordine politico ed economico, ma permettono diverse soluzioni e analisi, come evidenziato in un precedente articolo.
L’accordo, siglato dai sette comuni (vedi foto sotto), prevede che entro la prima decade di novembre i consigli comunali modifichino, ove necessario, i propri regolamenti e adottino il quesito referendario, che si è stabilito sia uguale per tutti i comuni. Inoltre si voterà in tutti i comuni lo stesso giorno.

Il valore dell’accordo eccede abbondantemente il suo contenuto esplicito. L’indizione del referendum comunale è nelle intenzioni dei firmatari solo il primo passo verso una gestione condivisa e coordinata del polo industriale di Milazzo-Valle del Mela, e del suo impatto sulla vita delle donne e uomini di questo territorio. Non è più possibile tollerare asimmetrie decisionali tra i comuni investiti dai mefitici effetti delle grandi industrie. Tutti i comuni e tutti i cittadini del comprensorio devono avere eguale capacità di incidere sulla gestione del polo industriale. Tutti i cittadini sono uguali di fronte ai veleni, pertanto tutti devono avere la medesima capacità di difendersi dalle contaminazioni, quantomeno nell’eguaglianza sostanziale delle istituzioni loro più prossime: i comuni.

L’inquinamento, si sa, non osserva i confini amministrativi. Né quelli dei comuni né quelli delle aree AERCA. Questa non include moltissimi dei comuni che invece subirebbero ugualmente gli effetti nefasti del mega-inceneritore. Chiediamo dunque che il gruppo dei referendari includa tutti i comuni del comprensorio, specialmente quelli che hanno già deliberato contro il progetto di riconversione.
Il referendum è una potentissima arma politica, un efficace strumento di “ricatto elettorale. È una leva che ci permette di amplificare il peso di tutti quei no, che in migliaia sfilavano per le vie di Archi lo scorso 27 settembre. Chissà se Renzi o Croetta continueranno a volerci calare dall’alto il mega-inceneritore con diverse decine di migliaia di voti contrari, a meno di un anno dalle elezioni regionali…

Commenti