Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

CROCETTA QUATER: “STACCARE LA SPINA AL PIÙ PRESTO, PER EVITARE ALLA SICILIA LA FINE DI MARINO”

LabDem Sicilia sul nuovo Governo Crocetta. Nota per l’esecutivo regionale di Francesco Barbalace
Palermo, 5 novembre 2015 - L’assai travagliata formazione del quarto Governo Crocetta e le polemiche che si sono accese dentro i partiti tra i gruppi spontanei di parlamentari che rivendicano un posto di assessore, confermano che la crisi politica e istituzionale che attanaglia ormai da troppo tempo la Sicilia ha assunto i caratteri di una vera emergenza istituzionale. Mentre nel Mezzogiorno si registra una timida crescita e le Regioni discutono tra loro su come gestire la questione meridionale, di nuovo una priorità politica nel giudizio dei partiti e del governo nazionale, in Sicilia tutto lascia presagire che Giunta e Assemblea continueranno a essere paralizzate per chissà quanto tempo ancora.

Anche gli alleati più fedeli giudicano il presidente della Regione inidoneo a garantire un’appena dignitosa azione di governo. Ancora una volta, la politica regionale sta dando un indecente spettacolo che danneggia enormemente l’immagine dell’Isola.
È una situazione vergognosa denunciata di continuo in Sicilia e fuori dalla Sicilia dagli organi di informazione. Ciò nonostante, si continuano a trattare posti e prebende per mettere insieme una qualunque maggioranza, senza tener conto degli appuntamenti che la regione continua a perdere e pregiudicando il futuro dei siciliani.

Bisogna porre fine a questo scandalo, richiamando i partiti al senso di responsabilità, soprattutto i partiti nazionali, che devono promuovere tutte le azioni necessarie per ridare dignità alla vita politica isolana. La Sicilia non ha bisogno di governicchi che tirano a campare e il cui unico scopo è quello di garantire la sopravvivenza della legislatura per evitare azioni anticipate. Si deve fare qualcosa per ridare la speranza ai siciliani onesti, che guardano con disprezzo a tutto quanto sta avvenendo nei palazzi della politica.

Una Giunta come quella che si sta cercando di mettere insieme tra smentite, sconfessioni e aggiustamenti, danneggia la Sicilia e costituise un danno enorme per la stessa immagine dei partiti nazionali e per il più grande di essi: il Partito Democratico. Staccare la spina al più presto, per evitare che a Palermo si ripeta quanto successo a Roma con la Giunta Marino allorché si è tollerato troppo un preoccupante vuoto di potere, costituisce un doveroso atto di responsabilità.

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