Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

MESSINA, EX-PROVINCIA REGIONALE: 108 COMUNI DEL MESSINESE NELL’IMPOSSIBILITÀ D’INTERVENTO STRAORDINARIO

Messina 13/11/2015 - Con grande rammarico e sgomento apprendo da notizia di stampa delle preoccupanti dichiarazioni del commissario straordinario dell’ex Provincia Regionale/ Libero Consorzio/ Città Metropolitana Filippo Romano, circa l’impossibilità d’intervento straordinario preannunziato nei settori della viabilità provinciale e dell’edilizia scolastica, con la comunicazione da parte del suddetto ai Sindaci dei 108 comuni del messinese ed a tutti i dirigenti scolastici, dove chiarisce “che nel caso in cui si riscontrino problemi di viabilità o all’edilizia scolastica provinciale, a meno che non si tratti di criticità risolvibili in via ordinaria non potrà che procedersi alla chiusura del tratto stradale o dell’edificio a rischio”.
Quanto dichiarato dal funzionario prefettizio in carica commissariale, anche se fotografa l’attuale situazione di disagio delle casse provinciali, non può assolutamente essere accettato da una figura istituzionale nominata fiduciariamente dal Governo regionale siciliano, rappresentando in tutti propri limiti, il difetto di interazione costruttiva del dott. Romano con lo stesso Governo Crocetta e con l’Assemblea Regionale Siciliana, al fine di garantire l’efficacia d’azione di un Ente che guida dal 2013 ininterrottamente.

Inoltre, tralasciando tutte le ipotesi nefaste per cui, secondo quanto comunicato alle diverse Autorità, potrebbero verificarsi interruzioni di servizi di pubblica utilità costituzionalmente garantiti, appare oltremodo anomalo, soprattutto per chi come il sottoscritto nei diversi anni di attività istituzionale presso la Provincia Regionale di Messina ha ricoperto anche il ruolo di Presidente della commissione consiliare al Bilancio e Patrimonio, che l’ipotesi di inefficacia dell’azione commissariale venga dirottata e ridotta esclusivamente a quei fondamentali settori quali la viabilità e l’edilizia provinciale, lasciando indenni altri settori o voci di bilancio che potrebbero essere riviste e rappresentare fonte di risparmio economico e garanzia, quindi di una maggiore efficacia dell’Ente, quali ad esempio i servizi provinciali esternalizzati o le spese di rappresentanza e missione.

Non stranisce al contrario, la “particolare sensibilità istituzionale” mostrata dal reggente dell’ex Ente, che a personale avviso, dichiarata prudentemente la propria incapacità d’amministrazione straordinaria nei succitati settori e l’assenza di un piano d’intervento e supporto economico concordato e condiviso con i vertici dell’esecutivo e del parlamento regionale, dovrebbe, memore del nobile proprio ruolo d’origine, rappresentare, nelle criticità dallo stesso rese note, le proprie dimissioni dal ruolo, evitando di essere ricordato come protagonista dell’involuzione istituzionale, gestionale ed amministrativa dell’Ente messinese, anche se questo, e capisco bene, sarebbe un enorme sacrificio e significherebbe rinunziare, secondo decreto presidenziale, all’indennità di funzione di € 4.960,00 al mese, oltre al trattamento di missione.

Sicuramente si può imputare all’inadeguato Governatore l’idea, la proposta, la volontà di aver voluto tentare di rivoluzionare mediaticamente il sistema Province ed anche l’incapacità di non aver saputo dare un seguito ai propri propositi, ma quanto dichiarato dal commissario straordinario è grave e meriterebbe opportune riflessioni e soluzioni, soprattutto rapportate allo stato di allarme a cui, dopo quanto dichiarato, è costretta la popolazione istituzionale provinciale e tutti i cittadini del messinese.

Il Capo Gruppo M.L.I.
Roberto Cerreti

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