Varietà vegetali protette: dalla Sicilia una sentenza storica per l'Italia

  Dalla Sicilia una sentenza storica per l'Italia: la Corte di Cassazione conferma la responsabilità per riproduzione illegale di varietà vegetali protette Confermata la responsabilità civile di un produttore e di un vivaista che avevano riprodotto e commercializzato una varietà di pomodoro coperta da brevetto comunitario Ragusa, 3 marzo 2026 -  La Corte di Cassazione, con una sentenza pubblicata qualche giorno fa, ha confermato la responsabilità civile di un produttore e di un vivaista della provincia di Ragusa per la riproduzione e commercializzazione abusiva di varietà di pomodoro protette da brevetto comunitario. Si tratta di una importante nuova pronuncia della Suprema Corte in sede penale in materia di violazione di privative vegetali. La decisione rappresenta un passaggio di rilievo per l’intera filiera orticola e per il settore vivaistico, ribadendo con chiarezza che la tutela dei diritti di proprietà industriale in agricoltura costituisce una priorità e che le violazi...

MISTRETTA: DENUNCIANO FALSAMENTE IL FURTO DI PECORE, DENUNCIATI ZIO E NIPOTE

Mistretta (Me), 03/12/2015 - I Carabinieri della Compagnia di Mistretta, a conclusione delle indagini scaturite a seguito della denuncia di furto subito da un’azienda agricola Capitina, di n. 119 capi di bestiame, tra ovini e caprini, sporta presso la Stazione Carabinieri di Capizzi in data 16.11.2015, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, per “simulazione di reato in concorso”, la titolare dell’azienda in questione, 58enne di Capizzi ed il nipote 22enne dipendente della stessa, per aver denunciato falsamente il furto, mai avvenuto, dei suddetti animali, al fine di sanare la situazione di fatto emersa a seguito di un controllo veterinario effettuato da personale ASP di Enna in data 12.11.2015. Gli animali dichiarati dall’Azienda prima del controllo risultavano 172, gli stessi all’atto del controllo erano solo 53, l’imprenditrice ed il nipote, quest’ultimo presente al controllo dei veterinari, hanno giustificato l’ammanco dichiarando un presunto furto, dimostrato in realtà mai avvenuto poiché in quei luoghi già da diverso tempo non era presente alcuna traccia di animali, circostanza confermata anche dai testimoni chiamati a riferire ai Carabinieri. L’ipotesi su cui stanno ancora lavorando i militari dell’Arma è quella di una probabile vendita sul mercato nero degli animali da destinare alla macellazione cl
andestina.

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