Varietà vegetali protette: dalla Sicilia una sentenza storica per l'Italia

  Dalla Sicilia una sentenza storica per l'Italia: la Corte di Cassazione conferma la responsabilità per riproduzione illegale di varietà vegetali protette Confermata la responsabilità civile di un produttore e di un vivaista che avevano riprodotto e commercializzato una varietà di pomodoro coperta da brevetto comunitario Ragusa, 3 marzo 2026 -  La Corte di Cassazione, con una sentenza pubblicata qualche giorno fa, ha confermato la responsabilità civile di un produttore e di un vivaista della provincia di Ragusa per la riproduzione e commercializzazione abusiva di varietà di pomodoro protette da brevetto comunitario. Si tratta di una importante nuova pronuncia della Suprema Corte in sede penale in materia di violazione di privative vegetali. La decisione rappresenta un passaggio di rilievo per l’intera filiera orticola e per il settore vivaistico, ribadendo con chiarezza che la tutela dei diritti di proprietà industriale in agricoltura costituisce una priorità e che le violazi...

OLIO DALLA TUNISIA, PER LACCOTO È UN "COLPO MORTALE ALL'AGRICOLTURA SICILIANA"

Olio acquistato dalla Tunisia, per Laccoto "colpo mortale all'agricoltura siciliana". Presentata una mozione all'Ars
Palermo, 30 dicembre 2015 – “Siamo vicini al popolo tunisino, a cui va tutta la nostra solidarietà per gli attacchi terroristici subiti, ma imporre l’export di 35.000 tonnellate di olio d’oliva dalla Tunisia verso l’Unione Europea, anche se come misura temporanea fino al 2017, rappresenterà l’ennesimo colpo mortale all’agricoltura siciliana”. Lo dichiara il presidente della Commissione Attività Produttive all’Assemblea Regionale Siciliana Giuseppe Laccoto che ha presentato una mozione per impegnare il Governo regionale “ad intervenire presso il Governo nazionale affinché venga rivista la decisione di introdurre settanta mila tonnellate di olio tunisino in due anni nel mercato dell’Unione Europea e si individui una soluzione diversa, opportuna e dovuta per sostenere il popolo Tunisino e nello stesso tempo salvaguardare l’unica seria fonte di vita che ha la Sicilia già agonizzante a causa dell’accordo del 2012”.

“La Sicilia e la provincia di Messina in particolare avevano, negli anni, diversificato le proprie coltivazioni andando verso la produzione di olio d’oliva, visti i danni provocati dall’accordo euro-mediterraneo con il Marocco”. “A ciò va aggiunto – continua l’on. Laccoto - che la Comunità Europea non ha ancora riconosciuto alla Sicilia le dovute misure di salvaguardia previste dall’articolo 7 dell’accordo con il Marocco, così come chiesto dal Parlamento Siciliano”. “La Sicilia non può continuare a pagare a danno della propria agricoltura e quindi con il futuro del proprio popolo – conclude Laccoto - il prezzo di tutti gli accordi che si susseguono a tutela della democrazia e della stabilità nell’area del Nord Africa”.

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