Gioco d'azzardo: Patti, in provincia di Messina, guida la classifica con 7.715 € pro capite

Gioco d'azzardo. Presentata a Roma la IV edizione del Libro Nero sull'Azzardo “Lo Stato perdente”.  Cgil, Federconsumatori e Isscon: "Gli italiani perdono 22 miliardi in gioco d’azzardo, maglia nera d’Europa".  La crescita più preoccupante riguarda il canale online, che nel 2025 ha superato per la prima volta la soglia dei 100 miliardi di raccolta, con una crescita allarmante tra giovani e giovanissimi.  L'analisi territoriale rivela disparità profonde e anomalie. In testa alla classifica dei Comuni italiani quest'anno troviamo Patti, in provincia di Messina, con 7.715 euro pro capite nel solo canale online. Roma, 27 maggio 2026 - È stata presentata oggi la quarta edizione del Libro Nero sull'Azzardo, il rapporto annuale realizzato da Cgil, Federconsumatori e Fondazione ISSCON, in collaborazione con Federconsumatori Modena. Il titolo di quest'anno è emblematico: “Lo Stato perdente” .  Nel 2025 il volume complessivo dell'azzardo in Italia ha raggiun...

OLIO DALLA TUNISIA, PER LACCOTO È UN "COLPO MORTALE ALL'AGRICOLTURA SICILIANA"

Olio acquistato dalla Tunisia, per Laccoto "colpo mortale all'agricoltura siciliana". Presentata una mozione all'Ars
Palermo, 30 dicembre 2015 – “Siamo vicini al popolo tunisino, a cui va tutta la nostra solidarietà per gli attacchi terroristici subiti, ma imporre l’export di 35.000 tonnellate di olio d’oliva dalla Tunisia verso l’Unione Europea, anche se come misura temporanea fino al 2017, rappresenterà l’ennesimo colpo mortale all’agricoltura siciliana”. Lo dichiara il presidente della Commissione Attività Produttive all’Assemblea Regionale Siciliana Giuseppe Laccoto che ha presentato una mozione per impegnare il Governo regionale “ad intervenire presso il Governo nazionale affinché venga rivista la decisione di introdurre settanta mila tonnellate di olio tunisino in due anni nel mercato dell’Unione Europea e si individui una soluzione diversa, opportuna e dovuta per sostenere il popolo Tunisino e nello stesso tempo salvaguardare l’unica seria fonte di vita che ha la Sicilia già agonizzante a causa dell’accordo del 2012”.

“La Sicilia e la provincia di Messina in particolare avevano, negli anni, diversificato le proprie coltivazioni andando verso la produzione di olio d’oliva, visti i danni provocati dall’accordo euro-mediterraneo con il Marocco”. “A ciò va aggiunto – continua l’on. Laccoto - che la Comunità Europea non ha ancora riconosciuto alla Sicilia le dovute misure di salvaguardia previste dall’articolo 7 dell’accordo con il Marocco, così come chiesto dal Parlamento Siciliano”. “La Sicilia non può continuare a pagare a danno della propria agricoltura e quindi con il futuro del proprio popolo – conclude Laccoto - il prezzo di tutti gli accordi che si susseguono a tutela della democrazia e della stabilità nell’area del Nord Africa”.

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