Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

RISTORAZIONE COLLETTIVA: 5 FEBBRAIO SCIOPERO ‘MASSICCIO’

07/02/2016 - Adesione massiccia allo sciopero nazionale indetto dai sindacati di categoria Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs a sostegno della vertenza che coinvolge gli 80mila addetti della ristorazione collettiva impiegati nei servizi di preparazione e consegna pasti su larga scala destinati a mense aziendali, in attesa da 33 mesi del nuovo contratto nazionale di lavoro. La protesta, che ha registrato lo svolgimento di mobilitazioni e presidi partecipati in tutta Italia, si è resa necessaria in seguito alla rottura delle trattative avviate con le associazioni datoriali Angem ed Aci ed allo stallo delle trattative con le altre associazioni imprenditoriali Fipe Confcommercio, Federturismo Confindustria e Confesercenti, anch’esse firmatarie il contratto nazionale del turismo parte speciale ristorazione collettiva. I nodi del negoziato sulle posizioni datoriali sui capitolati contrattuali riferiti ai cambi di gestione, permessi per riduzione orario di lavoro ed ex festività, flessibilità oraria, malattia e sull’indisponibilità delle rappresentanze imprenditoriali ad erogare aumenti economici in linea con i rinnovi già siglati nel comparto turistico.

«Il malessere delle lavoratrici e dei lavoratori è palpabile e l’adesione in massa alla protesta di oggi è l’emblema dello stato di disagio – ha commentato il segretario generale della Fisascat Pierangelo Raineri – A quasi tre anni dalla scadenza del contratto nazionale invitiamo le associazioni datoriali del comparto ristorazione collettiva a fare un passo indietro sulle posizioni che minano i diritti e le tutele individuali e collettive garantiti dalla contrattazione».

La categoria cislina rilancia anche sulla responsabilità sociale delle imprese. «Si rifletta sulle conseguenze di un mancato rinnovo contrattuale sia in termini economici che normativi in un comparto a occupazione per la maggioranza femminile, dove il rapporto di lavoro è prevalentemente part-time e le lavoratrici e i lavoratori sono molto spesso monoreddito – ha sottolineato Raineri – Esortiamo le associazioni datoriali a tornare al negoziato per individuare un punto di mediazione per consentire la positiva conclusione delle trattative~e definire un aumento salariale dignitoso oltre ad un avanzamento della normativa sul welfare e sulla partecipazione».

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