Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

A 70 ANNI DALLA SCELTA REPUBBLICANA L’IMPORTANZA DELLA DECISIONE POPOLARE

L'Istituto di Cultura Politica per la Questione Siciliana – xQS considera la prossima ricorrenza del 2 giugno, festa della Repubblica, una delle festività più importanti per i cittadini d’Italia e anche di Sicilia.
Castellammare del Golfo, 31 maggio 2016 - Con la scelta compiuta con il voto referendario nel lontano 1946, giusto 70 anni fa, gli uomini e le donne d’Italia scelsero di porre fine alla monarchia sabauda che aveva permesso e favorito l’ascesa del regime fascista. Fu questa scelta che aprì la strada ad una nuova forma Stato, rinnovata ed aperta finalmente alle istanze democratiche, autonomiste e federali. L'Istituto di Cultura Politica per la Questione Siciliana – xQS invita, dunque, i Siciliani e tutti i sinceri democratici a non dimenticare o sottovalutare il valore di quel referendum e delle scelte istituzionali che ne derivarono; scelte che hanno avuto ed hanno, ancor oggi, ricadute sulla vita politica, civile e sociale di noi tutti.
Certo la Repubblica, come tutte le costruzioni umane, non ha ancora pienamente soddisfatto tutte le attese che tanti riponevano e ripongono su di essa, eppure, è e resta, a ben vedere, la migliore, più compiuta costruzione pistituzionale nella pur lunga storia di questa Penisola.

Ecco perché da Socialisti e Federalisti consideriamo questo settantesimo anniversario un evento da festeggiare che non può e non deve passare sotto silenzio. La nostra Costituzione, il sistema delle Autonomie regionali e locali devono la loro stessa esistenza, come sistema, a questa prima fondamentale scelta istituzionale. Dobbiamo tutti quanti essere, quindi, grati a coloro che questa scelta maturarono elettoralmente. Ricordando questi fatti permetteteci, da socialisti, di rivolgere un pensiero ad uno dei
più importanti “attori” politici che caratterizzarono la nascita della Repubblica: Giuseppe Romita. Socialista, fiero antifascista fu colui che nei non facili frangenti del referendum ricoprì, con raro equilibrio, il delicatissimo ruolo di Ministro degli Interni, guidando la transizione.

Amiamo ricordare l’uomo, il politico, il compagno e vogliamo ricordare, ora e qui, la sua sincera amicizia per la Sicilia ed i Siciliani. Come dimenticare il ruolo fondamentale che egli ricoprì nel travagliato divenire della difficile genesi del “Pactum” tra Sicilia ed Italia che portò , sempre nel 1946, a quell’originale costruzione che fu ed è, unica e lungimirante, lo Statuto Speciale d’Autonomia Siciliano. Ribadiamo, dunque, il nostro invito ad onorare e festeggiare convintamente questa ricorrenza che non è esagerato definire “fondativa”per la nostra civile, comune convivenza.

Tutto ciò appare se è possibile ancora più importante oggi che da più parti si avanzano pericolosi tentativi di “modificare”e/o ridiscutere le fondamenta della nostra Costituzione democratica ed antifascista, e di conseguenza, qui in Sicilia, anche la stessa esistenza del nostro Statuto dato che è sempre più evidente che questi tentativi di “riforma” mirano, in concreto, a ricentralizzare le scelte politiche sottraendo ai cittadini spazio di decisione e di rappresentanza politica, chiudendo una stagione che fu, appunto, aperta il 2 giugno del 1946.

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