“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

STRAGE DI VITTORIA: RIGETTATI DALLA CASSAZIONE I RICORSI BILIZZI E GAMMINO, CONFERMATA LA CONDANNA A 12 ANNI

Si conclude così definitivamente il terzo processo a carico dei responsabili della strage di Vittoria. All'udienza presenti per le parti civili l'avv. Enrico Schembari per il comune di Vittoria, l'avv. Daniele Drago per i parenti delle vittima Motta, e l’avv. Nicosia in rappresentanza di 14 parti civili
Vittoria (Rg), 24/09/2016 - Ieri la V sezione della corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di Bilizzi Carmelo e Gammino Gianluca, confermando la condanna a 12 anni ciascuno, emessa l'anno scorso dalla corte di Assise di Appello di Catania. Si conclude così definitivamente il terzo processo a carico dei responsabili della strage di Vittoria. All'udienza eravamo presenti per le parti civili l'avv. Enrico Schembari per il comune di Vittoria, l'avv. Daniele Drago per i parenti delle vittima Motta, e il sottoscritto in rappresentanza di 14 parti civili dei familiari di Ottone, Salerno e Nobile.

Era importante, e su questo ho insistito nella difesa depositata con comparsa scritta conclusionale in Cassazione, che i concessi benefici della legge sui pentiti non vanificassero il senso della pena nei confronti di efferati assassini che erano già stati condannati alla mite pena di 12 anni e volevano che tale condanna venisse ulteriormente ridotta a 7. Avrei ritenuto un vero insulto alle vittime questa ulteriore riduzione di pena e quindi considero positivo che la Cassazione abbia rigettato le loro richieste ed abbia confermato almeno la pena a 12 anni di carcere. Queste ultime due condanne, ripeto troppo miti per due pluriomicida anche se collaboranti - e molto ci sarebbe da riflettere sull'eccesso di premialità di cui a volte godono per la legge sui pentiti - si aggiungono a quelle per ergastolo gia comminate nei precedenti processi ai vari Piscopo, Mangione, La Rocca, Emanuello.



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