MILAZZO. ASSENTEISTI, FORMICA: "SAREMO EQUILIBRATI MA INFLESSIBILI"

In relazione all'operazione "Libera uscita"della Guardia di Finanza di Messina che ha denunciato 59 dipendenti del Comune di Milazzo per truffa aggravata ai danni dello Stato. Il gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto ha disposto l'obbligo di firma per i 59 impiegati. L'inchiesta coordinata dal procuratore di Barcellona P.G. Emanuele Crescenti e dai pm Federica Paiola e Rita Barbieri, si è protratta per mesi ed ha consentito di accertare le responsabilità di una parte consistente dei dipendenti del comune: i 59 denunciati corrispondono infatti al 30% dell'intero personale. Grazie alle telecamere installate nel palazzo comunale e ai pedinamenti, gli agenti della Guardia di Finanza hanno ricostruito i movimenti di tutti i dipendenti infedeli, scoprendo "diffuse e reiterate" irregolarità che hanno consentito di totalizzare più di mille ore di assenze ingiustificate dal lavoro.

Milazzo (Messina), 03/10/2016 - In riferimento all’indagine della Guardia di Finanza al Comune di Milazzo culminata nell’operazione “Libera Uscita” che ha portato alla denuncia di 59 dipendenti di palazzo dell’Aquila il sindaco Giovanni Formica ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Una brutta storia che mi amareggia – afferma Formica – perché danneggia l’immagine dell’Ente che ci stiamo sforzando di rilanciare tra mille difficoltà. Mi preme intanto precisare che i fatti si sono verificati quando ancora non ero Sindaco della città e che dalla data del mio insediamento sono state adottate misure durissime e, purtroppo, anche mal digerite per arginare il fenomeno.
Prima ed indipendentemente dall'indagine abbiamo applicato regole rigide e sanzioni disciplinari severe. Dal recupero economico sugli stipendi, alla sospensione senza retribuzione per sei mesi, al licenziamento per chi non aveva rispettato le norme sulla presenza in servizio.
Anche stavolta, conosciute le condotte dei singoli, saremo equilibrati ma inflessibili. È inaccettabile, infatti, che in un momento in cui il nostro territorio registra livelli impressionanti di disoccupazione, soprattutto fra i più giovani che desidererebbero avere accesso alla pubblica amministrazione, che pure avrebbe gran bisogno di loro, chi un lavoro lo ha, sottovaluta la propria fortuna”.
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Chi a fare shopping, chi al bar, chi al centro massaggi o ad allenare la squadra di basket. La Guardia di Finanza di Messina ha denunciato 59 dipendenti del Comune di Milazzo per truffa aggravata ai danni dello Stato. Il gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto ha disposto l'obbligo di firma per i 59 impiegati. L'inchiesta coordinata dal procuratore di Barcellona P.G. Emanuele Crescenti e dai pm Federica Paiola e Rita Barbieri, si è protratta per mesi ed ha consentito di accertare le responsabilità di una parte consistente dei dipendenti del comune: i 59 denunciati corrispondono infatti al 30% dell'intero personale. Grazie alle telecamere installate nel palazzo comunale e ai pedinamenti, gli agenti della Guardia di Finanza hanno ricostruito i movimenti di tutti i dipendenti infedeli, scoprendo "diffuse e reiterate" irregolarità che hanno consentito di totalizzare più di mille ore di assenze ingiustificate dal lavoro.

Gli uomini della Guardia di Finanza della compagnia di Milazzo stanno ora dando esecuzione alle 59 misure cautelari dell’obbligo di firma, emesse dal gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, Fabio Gugliotta, nei confronti dei dipendenti assenteisti del Comune di Milazzo.
Il personale in servizio presso il palazzo comunale di via Crispi, grazie a telecamere e videoriprese ha consentito agli uomini della Guardia di Finzna di scoprire i casi di assenteismo: più di mille le ore di assenza ingiustificata.

I dipendenti pubblici finiti nel mirino della Guardia di Finanza sono indagati per truffa aggravata ai danni dello Stato, reato che prevede la reclusione da uno a cinque anni.
"I dipendenti pubblici denunciati, a piccoli gruppi, si mettevano d’accordo tra loro affinché uno timbrasse i badge magnetici degli altri, consentendo così ai colleghi di arrivare in ritardo, di andare via in anticipo dal posto di lavoro o di uscire per dedicarsi a faccende personali". I finanzieri hanno pure messo in atto una serie di pedinamenti scoprendo i comportamenti degli assenteisti durante l'assenza dal posto di lavoro: chi "trascorreva gran parte dell’orario di servizio al bar mentre altri passeggiavano per le vie commerciali insieme con i colleghi effettuando acquisti".

Un dipendente dopo avere 'strisciato' andava "ad allenare la sua squadra di basket per tutto il turno di lavoro". Il badge veniva strisciato da altri colleghi. Il personale in qualche caso si "attribuiva illecitamente pure le ore di straordinario”. "Un funzionario, peraltro già membro dell’ufficio per i procedimenti disciplinari del medesimo Comune, anziché essere al lavoro si recava in un centro di terapia per effettuare una seduta di massaggi".

Nei giorni scorsi i Finanzieri della Compagnia di Scafati del Comando Provinciale di Salerno, coordinati dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, hanno notificato 10 misure cautelari di interdizione dai pubblici uffici nei confronti di altrettanti dipendenti del Comune di Scafati, responsabili di reiterate condotte di assenteismo e abbandono del posto di lavoro.

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