FESTIVAL DEL GIORNALISMO ENOGASTRONOMICO, A GALATI MAMERTINO LA 3^ EDIZIONE

11/11/2016 - Si svolgerà dall'11 novembre al 13 novembre a Galati Mamertino la terza edizione del Festival del Giornalismo enogastronomico con un corso di formazione per i giornalisti, convegni, degustazioni, escursioni e visite guidate nell'area dei Nebrodi. I prodotti dei Nebrodi al centro della kermesse, con esperti, rappresentanti delle amministrazioni locali, giornalisti, economisti e imprenditori turistici e dei settori produttivi di questa area. L’enogastronomia a Galati Mamertino protagonista per il terzo anno consecutivo con il Festival del giornalismo enogastronomico che si concluderà 13 novembre. Una occasione di notevole portata per dibattere e approfondire i temi della costruzione delle filiere, dell’incontro tra domanda e offerta, della qualità.

Nell’ambito del Festival del Giornalismo Enogastronomico ospitato dall’Incubatore dei Nebrodi, la Fondazione Sebastiano Crimi è lieta di invitarvi all’incontro intitolato Dialoghi al caminetto, spazio culturale informale in cui si presenteranno e discuteranno piacevolmente con gli autori i temi trattati nelle rispettive opere: venerdì 11 Novembre alle ore 19,30 presso Fondazione Sebastiano Crimi di Galati Mamertino.
Incontro tra Gioia Sgarlata e l’autrice Lidia Tilotta sul libro Lacrime di sale scritto a quattro mani con Pietro Bartolo. Lidia Tilotta è giornalista della Tgr, la testata regionale della Rai. Da Lampedusa ha raccontato più volte le storie dei migranti approdati sull'isola o che hanno perso la vita in mare. Da Palermo conduce «Mediterraneo» (Rai 3), per cui ha realizzato servizi e reportage dai Paesi di entrambe le sponde.

Pietro Bartolo è il medico che da oltre venticinque anni accoglie i migranti a Lampedusa. Li accoglie, li cura e, soprattutto, li ascolta. Queste pagine raccontano la sua storia: la storia di un ragazzo mingherlino e timido, cresciuto in una famiglia di pescatori, che si è duramente battuto per cambiare il proprio destino e quello della sua isola. E che, non dimenticando le difficoltà passate, ha deciso di vivere in prima persona quella che è stata definita la più grande emergenza umanitaria del nostro tempo. Alla sua storia si intrecciano quelle disperate e struggenti di alcuni dei tanti migranti scappati dalle guerre o dalla fame, sopravvissuti non si sa come a un viaggio terribile nel deserto, fra violenze e sopraffazioni inimmaginabili, che in mare hanno spesso visto morire i loro familiari e, nonostante ciò, non si arrendono, determinati a

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