Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

CROCETTA:” MA QUALE RIMPASTO? PENSO AD AVVIARE I CANTIERI E AI POVERI”

Palermo, 6 dic. 2016 - “Non ho alcuna resa dei conti da fare, non appartiene alla mia
cultura e al mio modo di fare politica. Io penso all'unità, a lavorare e non
alle polemiche”. Lo dice in una nota il presidente della Regione siciliana,
Rosario Crocetta. “Il no, è un grido di allarme che viene dalle fasce più
deboli della popolazione. Nonostante la ripresa del Pil e il lieve incremento
dell'occupazione, paghiamo ancora il prezzo della crisi degli anni passati.
Occorre intervenire rapidamente, trovo veramente irresponsabile che invece di
chiedere di fare di più nell'economia e nella solidarietà, si pensi ad
esasperare conflitti. Ci sono alcune questioni da affrontare immediatamente: lo
sblocco dei cantieri attraverso la riforma dell'Urega che è già all'Ars;
l'avvio immediato dei cantieri del Patto per la Sicilia, bandi europei e misure
straordinarie di reddito di inclusione sociale, per i senza lavoro, i giovani,
i disoccupati. Non mi interessa la politica politicante, mi interessa che
facciamo queste cose. Perchè la Sicilia ce la può fare e ce la deve fare.
Se poi – continua il presidente - c'è qualcuno che è convinto di avere il
monopolio dei no, sappia che all'interno di quei no ci sono tanti elettori
democratici, anche elettori di Renzi, di Crocetta e di altri esponenti.
Rispetto a un quesito referendario, gli elettori hanno espresso liberamente la
propria opinione. Tale voto va rispettato, ma questo non c'entra affatto con le
votazioni di tipo politico la cui scelta avviene, non sulla base di un singolo
quesito, ma su un'idea di governo. Pensiamo a lavorare invece di fare polemica.
Il no ha vinto, è stato un voto di difesa della Costituzione. No ho assunto
toni catastrofisti nel corso della campagna referendaria né l'ho collegata in
nessun modo a ipotesi di governo. Non si capirebbe perchè dovrei farlo dopo il
voto. Con Baccei stiamo discutendo e devo confermare che l'assessore è
convinto, come me, che dopo il risultato che abbiamo raggiunto sulle nuove
entrate, siamo in condizioni di fare una finanziaria che – conclude Crocetta -
metta al centro la lotta contro le povertà, la difesa dei lavoratori e lo
sviluppo”.

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