Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

MILAZZO: FINALMENTE CHIAREZZA SULLE CONTINUE EMISSIONI ODORIGENE

Abbiamo ottenuto finalmente chiarezza sulle continue emissioni odorigene che investono la Città di Milazzo.

Milazzo (Me), 22/03/2017 – L’ADASC, da sempre in prima linea contro questa annoso problema, accoglie con soddisfazione la relazione redatta dall’ARPA - Struttura Territoriale di Messina, nella quale si precisa la presenza in atmosfera di idrocarburi non metanici (NMHC) in concomitanza con i fastidi segnalati. Ogni qualvolta abbiamo percepito odori o ci sono stati segnalati, abbiamo tempestivamente comunicato l’evento a tutte le istituzioni nazionali, regionali e locali, deputate alla difesa della salute pubblica e dell’ambiente. Già dal 2009, la stessa struttura di Arpa Sicilia, indicava in un report che gli idrocarburi non metanici erano riconducibili alle attività svolte dalla Raffineria ed erano un indice da attenzionare, sia in relazione alla molestia olfattiva sia, soprattutto per gli effetti sulla salute pubblica. Quindi il mistero è svanito e si conosce con dati ufficiali la provenienza delle emissioni odorigene.

Condividiamo altresì la posizione assunta dall’Arpa all’interno del tavolo tecnico AERCA di dimezzare le soglie di preallarme, allarme ed emergenza per gli idrocarburi non metanici oltre ad implementare il sistema di monitoraggio ambientale con l’istallazione di 4 stazioni nei punti più critici.
Non va sottaciuto che l’organizzazione Mondiale della Sanità, ha raccomandato per l’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale della Valle del Mela, in seguito all’indagine epidemiologica sulla salute respiratoria dei bambini il contenimento delle emissioni anche al di sotto dei limiti di legge. Si legge infatti che trattandosi di un’area ad elevato rischio di crisi industriale, il contenimento delle emissioni andrebbe quantificato con una riduzione di almeno il 50% rispetto ai limiti di legge, anche al fine di evitare l’effetto sommatorio dovuto ai tanti punti di emissione appartenenti alle diverse attività produttive nel territorio.

Ad oggi notiamo però ancora una situazione di stallo a livello regionale e nazionale. Basti pensare che dal 2002 il nostro territorio attende un piano di risanamento ambientale. Una situazione a dir poco paradossale.
Dell’ulteriore conferma avuta oggi da Arpa l’associazione ADASC informerà tutte le istituzioni e chiederà un urgente intervento a tutela della salute dei cittadini che sono costretti a convivere con un inquinamento anche di matrice industriale con potenziali ricadute negative sulla salute pubblica.


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