ALLEVI A POLLINA TRA PRIMORDIALITÀ E SMARTPHONE IN TEATRO PRIMA CHE IN CLASSE

Magda Culotta, sindaca di Pollina (Pa), lo ha ringraziato prima d’ogni altra cosa, Matteo Boscarino, il pronubo di questo evento che ha richiamato tanto pubblico attorno al pianoforte fiammante di Giovanni Allevi, in quei panni da neolaureato alla prova del pubblico e del futuro. Il concerto ieri sera 9 settembre nello scenario del teatro di Pietra Rosa, da dove lo sguardo si perde sul mar Tirreno, e si scorgono  distintamente Ustica e le Eolie, la rocca di Cefalù, S. Mauro Castelverde, Tusa, Motta d'Affermo, Pettineo, S. Stefano di Camastra, Caronia e S. Agata Militello

Pollina (Pa), 10 sett. 2017 - Pollina, nel cuore del Parco Naturale delle Madonie mette l’ebbrezza nel cuore e nell’anima a guardare di notte quegli strapiombi rapaci e vertiginosi. Dovrebbe vigere l’obbligo di visitarlo questo borgo straordinario, dove bellezza, naturalezza e pace hanno stretto un patto di ferro, anzi di pietra, la pietra che sorregge il teatro di Pietra Rosa e le sue gradinate, quel palcoscenico naturale sul quale ieri sera Giovanni Allevi ha carezzato la tastiera e il gradimento di un pubblico moderno, recente, familiare.
Roccia dolomitica e vista incantevole. Da qua lo sguardo si perde sul mar Tirreno, e si scorgono  distintamente Ustica e le Eolie, la rocca di Cefalù, S. Mauro Castelverde, Tusa, Motta d'Affermo, Pettineo, S. Stefano di Camastra, Caronia e S. Agata Militello.

Un borgo e una chiesa ricca di statue di marmo dal XV secolo, col piccolo ma 'dolcissimo' museo della manna, nel mezzo di Piazza Duomo. Una montagna dove perdersi con l'immaginazione per ritrovarsi nel bel mezzo di un concerto unico ed esclusivo, in un luogo magico di natura e di primordialità, attualissimo di smartphone sbarcati in teatro prima che in classe, senza che a deciderlo fosse il Ministero dell’Istruzione, che adesso sdogana per legge lo strumento più amato dagli italiani, fino ad oggi vietato nelle classi.
Così, messa nel cestino della retorica l’esortazione iniziale a spegnere i telefoni e non fare riprese video né fotografiche, inizia il concerto di Giovanni Allevi con i ringraziamenti della sindaca-onorevole Magda Culotta, al patron Matteo Boscarino ("è una fortuna averlo incontrato") e allo stesso ‘maestro timido’, che della timidezza ha fatto la sua principale risorsa, assieme alla straordinaria bravura e all’altrettanto saettante genialità creativa, sperimentata e messa a punto nella buona e nella cattiva sorte, nella salute e nella malattia, in albergo o in treno, in casa o per strada, nelle notti insonni e nei giorni assonnati.
Allevi: “Un teatro incantevole fuori del tempo, il cuore degli ascoltatori a contatto con le mie dita, la gioia incontenibile di suonare affidandomi ad una nuova condizione, fatta di tatto ed intuito. Non vedo l'ora di abbracciare il pubblico di Pollina!”.
“Da quando vedo pochissimo mi stanno accadendo strane cose. Se c'è un panorama cerco di farlo entrare in me fino in fondo. Se ricevo un abbraccio non mi stacco finché non sento il cuore battere. Se vedo un armadio nella camera d'albergo, ci entro dentro per respirare il profumo del legno... Chi l'avrebbe detto! Che strano modo di prepararsi ad un concerto di pianoforte. Pollina, aspettami!!!
Giovanni”.

E lo hanno (abbiamo) aspettato in tanti, tantissimi, smartphone alla mano, per portarsi a casa un souvenir di… Sicilia sotto forma di brano d'autore videoregistrato integralmente, selfie a volontà, foto di gruppo tête-à-tête che Giovanni Allevi non ha lesinato di certo, non ha negato a nessuno. Con grandi sorrisi e tanta gentilezza. Un concerto straordinario, rigeneratore e gentile, un concerto da incorniciare.

m.m.

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