Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

DEA DI MORGANTINA, SGARBI REPLICA A JACOPO FO: «RIDICOLA RIBELLIONE DI CHI AMA SOLO LA RETORICA»

E sul suo trasferimento: «Non ho alcun interesse. Ho formulato una idea per aumentare l'attenzione sopra quest'opera trafugata, esaltando valori di legalità e conoscenza»

PALERMO, 05/02/2018 - Vittorio Sgarbi, assessore regionale dei beni culturali, replica a Jacopo Fo che stamane, sul suo profilo facebook, con una foto in cui tiene in mano un cartello con sopra scritto «Sgarbi non ci provà", contesta l'ipotesi di trasferimento a Palermo e Roma della Dea di Morgantina.
«In tutto il mondo - osserva Sgarbi - si fanno mostre e si muovono le opere d'arte. E in tutto il mondo si mettono in buona evidenza sopratutto quando, trafugate, sono poi chiamate a rappresentare l'orgoglio di una nazione che ha ottenuto giustizia.

Ma è anche vero - annota l'assessore - che non si prende un'opera dal Museo Getty, dove la vedevano un milione e mezzo di visitatori all'anno, e per ragioni demagogiche e ricatti di campanile la s'invia nel paese di Aidone dove la vedono solamente qualche migliaio di visitatori che, tra ottobre e febbraio, si riducono a poco meno di 20 al giorno! E' una inutile mortificazione.

Io ho semplicemente indicato - precisa Sgarbi - la necessità di riparare a un errore della precedente amministrazione regionale che ha evitato l'esposizione della Dea di Morgantina al Quirinale (dove andarono i bronzi di Riace, che diventarono tali) e al Museo Salinas, recentemente riaperto e che attende di aprire nuovi spazi in occasione di "Palermo Capitale italiana della cultura".

Le opere - spiega Sgarbi - si posso temporaneamente muovere, senza ridicole ribellioni da parte di chi ama la retorica. Tre cose devono essere garantite: la conoscenza, la valorizzazione (per questo esistono le mostre) e la loro conservazione. E per questo, non sentendomi schiavo degli americani e delle loro imposizioni, ho subordinato il prestito nelle due sedi di Palermo e Roma, tra ottobre 2018 e febbraio 2019, a una verifica severa delle condizioni di trasportabilità della Dea a un esperto riconosciuto come Roberto Ciabattoni. Soltanto avute queste garanzie l'opera, con evidente ritorno anche per il museo di Aidone, potrà essere esposta.

In ogni caso - aggiunge Sgarbi - si rassegni Jacopo Fo, perché il mio interesse per il trasferimento a Palermo e a Roma è nullo. Ho formulato una idea per aumentare l'attenzione sopra quest'opera trafugata, esaltando valori di legalità e conoscenza.
Se lui e i cittadini di Aidone preferiscono tenerne nascosta la storia per compiacersi di averla vicina, li lascerò tranquilli nella loro solipsistica contemplazione, abbandonando la Dea ai loro desideri. E combatterò altre battaglie di legalità, come la difesa del Paesaggio siciliano dall'impresa mafiosa delle pale eoliche, che non hanno mai turbato i sogni tranquilli di Jacopo Fo, ma che sono uno sfregio vigliacco e umiliante per la Sicilia, ben più che l'esaltazione della Sicilia attraverso la Dea di Morgantina al Quirinale».

Conclude Sgarbi: «Comunicherò pertanto al Presidente della Repubblica Mattarella di rassegnarsi».

Commenti