Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

PEDOPORNOGRAFIA ONLINE: MIGLIAIA DI FOTO DI ADOLESCENTI CLASSIFICATE PER TIPOLOGIE, LE PROCURE DI CATANIA E SALERNO INDAGANO

Sono 39 i denunciati per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico, nell’ambito di una complessa operazione coordinata dal Centro Nazione di Contrasto alla Pedopornografia Online del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, che ha condotto all’individuazione di coloro che hanno costituito, divulgato e implementato l’archivio digitale “La Bibbia 3.0”.
Hanno accertato che, a volte, le foto venivano sottratte dentro i laboratori di riparazione dei cellulari durante le attività di salvataggio della memoria; altre volte le foto venivano prese dai profili pubblici

11/02/2018 - Lo avevano denominato “La Bibbia” ed era arrivato alla versione 5.0. Si tratta di un archivio creato da un uomo della provincia di Napoli e che era diffuso nel deep web. All’interno migliaia di foto di adolescenti classificate per tipologie. Le procure di Catania e Salerno, che hanno coordinato le indagini, alla fine hanno denunciato 39 persone ed hanno arrestato due individui; tutti dovranno rispondere di diffusione e detenzione di materiale pedornografico. Le modalità di approvvigionamento degli archivi erano diversi. Gli investigatori che hanno lavorato al caso infatti, gli agenti della Postale di Salerno e di Catania, guidati dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online, hanno accertato che, a volte, le foto venivano sottratte dentro i laboratori di riparazione dei cellulari durante le attività di salvataggio della memoria; altre volte le foto venivano prese dai profili pubblici di Instagram delle adolescenti da parte dei pedofili sempre a caccia di novità. In alcuni casi erano le stesse ragazze che inviavano alle persone conosciute su Internet le proprie foto.

L’archivio conteneva moltissime foto con indicazioni di nomi e cognomi numeri di telefono indirizzi e così via, esponendo le adolescenti al pubblico insulto o alla molestia partendo proprio dalla foto inserita nell’archivio. L’operazione ha coinvolto quasi tutto il territorio nazionale: sono infatti 15 le regioni all’interno delle quali sono state eseguite, dalla Polizia postale, le perquisizioni; sono 200 gli operatori della Specialità coinvolti nell'operazione.

Dalle investigazioni, è emerso che l’archivio era alimentato dai diversi utenti mediante la sottrazione delle immagini pubblicate sui profili dei social network o a seguito dell’invio, da parte delle stesse vittime, delle proprie immagini di nudo a soggetti conosciuti prevalentemente su internet, che provvedevano alla successiva diffusione dei file così ricevuti.
Le perquisizioni, che hanno riguardato 15 Regioni e coinvolto oltre 200 operatori della Polizia Postale, hanno consentito di denunciare 39 persone, tutte maggiorenni, per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico e di arrestare altri 2 soggetti per detenzione di ingente quantità di materiale pedopornografico.


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