Sara Campanella: giovedì 3 aprile fiaccolata in ricordo della studentessa vittima di femminicidio a Messina

Giovedì 3 aprile fiaccolata in ricordo di Sara Campanella, studentessa del CdS in Tecniche di Laboratorio Biomedico dell'Università di Messina, vittima di femminicidio a Messina. Il corteo si muoverà fino a Piazza dell'Unione Europea, sede del Municipio.  Per la sua uccisione è stato individuato, quale soggetto fortemente sospettato, Stefano ARGENTINO, 27enne, di Noto (SR), anche lui studente nella stessa facoltà della giovane, rintracciato con il supporto dei Carabinieri di Siracusa. Messina, 1 apr. 2025 - Giovedì 3 aprile 2025, alle ore 19.30 con partenza prevista dal Cortile del Rettorato in Piazza Pugliatti, prenderà avvio una fiaccolata in ricordo di Sara Campanella, studentessa del CdS in Tecniche di Laboratorio Biomedico dell'Università di Messina, vittima di femminicidio. L'iniziativa, organizzata dall'Ateneo peloritano unitamente a tutte le Associazioni studentesche ed in collaborazione con il Comune di Messina, coinvolgerà la Comunità accademica ed è aper...

FILASTROCCA: WIKIPEDIA RESTITUISCE PIENA DIGNITÀ AD UN GENERE LETTERARIO ‘DISPREZZATO’

(di Mimmo Mòllica) - E' Wikipedia, l'enciclopedia libera, a restituire piena dignità alla filastrocca, un genere letterario ‘privilegiato’, perché incontra la persona sin dalla prima infanzia.  Wikipedia accosta il termine filastrocca alle Nursery rhymes, canzoni o prose popolari per bambini originariamente impiegate a scopo didattico. Per il Tommaseo, la filastrocca "talora mendace, è sempre noiosa, la tiritera, noiosa ed inetta"  

31/08/2018 - Filastrocca. Il primo significato (1) che ci consegna Google sul web è il seguente: fi•la•stròc•ca/ - sostantivo femminile, “successione lunga e fastidiosa di parole”. Ad offuscare la ‘reputazione’ delle filastrocche sono proprio i maestri della lingua italiana, autori di vocabolari e di manuali del genere. Per un buon numero di questi “maestri”, infatti, le filastrocche sono “successioni lunghe e fastidiose di parole”, “noiose tiritere” “serie lunga e noiosa di parole”, “discorso lungo e sconclusionato; elenco prolisso”.
A restituire piena dignità ad un genere letterario ‘privilegiato’, perché incontra la persona sin dalla prima infanzia, è Wikipedia, l'enciclopedia libera, che così spiega il significato del termine.
“In letteratura la filastrocca è un tipo di componimento breve con ripetizione di sillabe ed utilizzo di parole di estrazione popolare. Il ritmo della filastrocca è rapido e cadenzato con rime, assonanze e allitterazioni ricorrenti. Alcuni procedimenti analoghi a quelli utilizzati nelle filastrocche si possono trovare nella poesia burlesca quale quella di Lodovico Leporeo e Olindo Guerrini. Noto autore di filastrocche è, in Italia, Gianni Rodari.
Wikipedia accosta poi il termine filastrocca alle Nursery rhymes: “Si definiscono nursery rhymes brevi canzoni o prose popolari per bambini originariamente impiegate negli asili a scopo didattico. In molte culture queste filastrocche si sono tramandate di generazione in generazione seguendo i canoni della tradizione orale”.

Parole d’amore per un genere letterario davvero disprezzato, specie se accostate a quanto nel suo “Nuovo dizionario de' sinonimi della lingua italiana" (1838) scrive Niccolò Tommaseo alla voce ‘filastrocca’:

Filasirocca, serie lunga e noiosa di parole o non convenienti o non vere (2). Filastrocca di bugie, di citazioni, di nomi: un discorso pieno d’enumerazioni, d’ampollosità, filastrocca.
Dicon anco filasiroccola, che vale il medesimo; se non che attenua col suono la cosa, e a soggetti meno odiosi, o più minuti, meglio s’applicherà (3). Dicevasi un tempo in senso affine filatera o filatessa, con alcune differenze ch’io accennerei, se le due voci fossero vive.
Cantafèra è cantilena noiosa, o in versi, o in prosa canora, o cantata da chi la recita. Cantafèra accademica. Non è, credo, comune nella lingua parlata.

O è meno di cantafavola, ch’è lungheria non vera (4).
Tiritèra, discorso non breve, pieno di espressioni, che (come il suono dice) si strascicano l’una dopo l’altra, e di piccolezze. La cantafavola è un po’ mendace; la filastrocca, talora mendace, è sempre noiosa: la tiritera, noiosa ed inetta (5).
Tantafera, discorso informe, male commesso; pensato sì, ma poco e non bene. Può essere il discorso vero e non inetto, ed essere tantafera (1).
Le facezie di certa gente son filastrocche d’impertinenza, e filastrocche di freddura; le dottrine di certi politici, cantafavole; l’armonia di certi verseggiatori è una cantafèra prolissa.
La filosofia di certi moralisti, una fredda tioritera; l’eloquenza di certi accademici, tantaferate vere (2).
Questo lusso di vocaboli dispregiativi indica il bisogno che se n’è sentito in Italia: e il sentimento del male è già principio di medicina.
Un pezzo di statistica mal digerito è una filastrocca uggiosa, ma non inutile: ai lettorati vuoti di sapere dilettano più le loro tantafere, e le lor cantafère ai verseggiatori mestieranti, e ai filosofi dozzinali, le lor tiritere.
La cantafèra è de’ pedanti in verso; la tantafera de’ pedanti in prosa, e di tutte le teste confuse: la tiritera, delle teste confuse e deboli.
Può un ragionamento avere qua e là de’ buoni concetti, ed essere una tiritera: può una poesia, qua e là mostrare di belle immagini, ed essere una cantafèra: può un’enumerazione esser fatta in be’ versi, ed essere una filastroccola.

Mimmo Mòllica

(1) https://www.google.it/search?q=filastrocca+significato&rlz=1C1GGRV_enIT751IT751&oq=filastrocca+sig&aqs=chrome.2.69i57j35i39l2j0l3.9030j0j8&sourceid=chrome&ie=UTF-8

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