Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

FORMAZIONE PROFESSIONALE: FLC CGIL SICILIA, CONFERMATI DUBBI SU SELEZIONE PERSONALE ALBO

Palermo, 17 settembre 2018 – “I nostri dubbi sulle reali opportunità offerte al personale dell’albo storico della formazione professionale sono confermati. Non è un caso che in queste settimane di settembre molti enti abbiano ripubblicato i bandi in auto tutela a seguito dell’incontro del 5 settembre scorso in Assessorato”. Lo dice la segretaria regionale della Flc Cgil Sicilia, Graziamaria Pistorino, commentando le raccomandazioni inviate dall’Assessorato agli enti datoriali.
“Condividiamo e sosteniamo l’attività di monitoraggio e controllo portata avanti dagli uffici – aggiunge – e ci auguriamo che tutti gli enti rispettino rigorosamente le prescrizioni di legge e gli impegni presi con l’accordo parasociale firmato insieme alle organizzazioni sindacali il 23 luglio scorso.

Bisogna garantire i diritti di chi in questi anni ha subito lo stallo delle attività formative”.
“Inoltre, la Sicilia – conclude – non può permettersi nuove sacche di precariato, ancor di più in un settore in passato protagonista di episodi del più becero affarismo e clientelismo politico. Bisogna prima assorbire chi già ha maturato esperienze e competenze in questo campo e solo successivamente ricorrere alla selezione di quei profili professionali che non possono essere reperiti all’interno dell’albo unico”.


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