Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

NAVE AQUARIUS: SEQUESTRATA LA NAVE DELL’ONG MEDICI SENZA FRONTIERE

La Guardia di Finanza e la Polizia di Stato, sotto il coordinamento della Procura di Catania, avrebbero accertato lo smaltimento abusivo di rifiuti in ben 44 occasioni. L'accusa è stata formalizzata nei confronti della ong Medici Senza Frontiere e di due agenti marittimi: il sequestro preventivo della nave Aquarius, attualmente nel porto di Marsiglia. Sequestrati pure 460 mila euro.

Catania, 20/11/2018 - Ventiquattro persone indagate, con l'accusa di smaltimento abusivo di rifiuti speciali, per avere "sistematicamente condiviso, pianificato ed eseguito un progetto di illegale smaltimento di un ingente quantitativo di rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, derivanti dalle attività di soccorso dei migranti a bordo della Vos Prudence e dell'Aquarius e conferiti in modo indifferenziato, unitamente ai rifiuti solidi urbani, in occasione di scali tecnici e sbarco dei migranti".

La Guardia di Finanza e la Polizia di Stato, sotto il coordinamento della Procura di Catania, avrebbero accertato in ben 44 occasioni lo smaltimento abusivo di rifiuti speciali per un totale di circa 24 mila kg, accumulati nel corso delle attività di salvataggio in mare.
Ben undici i porti in cui tale condotta sarebbe stata messa in atto, secondo la Guardia di Finanza di Catania che ha eseguito l'ordinanza. Gli 11 porti sono: Augusta, Catania, Messina, Pozzallo e Trapani, in Sicilia; Corigliano Calabro, Reggio Calabria e Vibo Valentia, in Calabria; Brindisi in Puglia.Napoli e Salerno in Campania.
I rifiuti, sanitari e non, giudicati pericolosi in quanto a rischio infettivo, sarebbero stati scaricati indifferenziatamente nei porti italiani di attracco come rifiuti urbani.

Secondo gli inquirenti, i membri di Msf e i due agenti marittimi Francesco Gianino e Giovanni Ivan Romeo concordavano «sistematicamente» lo smaltimento illegale dei rifiuti «eludendo i rigidi trattamenti imposti dalla loro natura infettiva»: 37 volte per l’Aquarius e 7 volte per la Vos Prudence.

Oltre a Gianino e Romeo, tra gli indagati figurano i centri operativi di Amsterdam e di Bruxelles di Medici Senza Frontiere, il comandante e il primo ufficiale dell’Aquarius, il russo Evgenii Talanin e l’ucraio Oleksandr Yurchenko; 8 membri di Msf, il vice capo missione Italia di Msf Belgio Michele Trainiti, il vice coordinatore nazionale nazionale e addetta all’approvvigionamento della missione Italia di Msf Belgio Cristina Lomi, il liaison Officer di Mas Belgio Marco Ottaviano, i coordinatori del progetto Sar Aquarius di Msf Olanda, Aloys Vimard e Marcella Kraaij, il coordinatore logistico di Aquarius Joachim Tisch, il delegato alla logistica a bordo della nave Martinus Taminiau e il coordinatore del progetto a bordo della nave, l’inglese Nicholas Romaniuk.


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