Gibellina Capitale, un simbolo di resilienza e rinascita, la prova che dalle tragedie possono scaturire nuove energie vitali

15/01/2026 -"Gibellina è un simbolo di resilienza e rinascita, la prova concreta che dalle tragedie possono scaturire nuove energie vitali per le comunità e i territori. Il riconoscimento di Capitale italiana dell'arte contemporanea 2026 non è solo un prestigioso titolo, ma sarà uno strumento e un volano per iniziative diffuse, portatrici di attenzione, turismo e nuova economia per l'intera Sicilia. Tutto questo è stato possibile anche grazie all'impegno del Governo e del Presidente della Regione, in stretta sinergia col Governo nazionale, con un investimento sulla cultura, per trasformare il dolore e la distruzione in bellezza e l'innovazione, in occasione di sviluppo concreto e duraturo.  " Lo dichiara Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia all'ARS, che oggi ha partecipato alla cerimonia inaugurale di Gibellina Capitale dell'Arte contemporanea 2026.   “Gibellina è molto più di un luogo: è un’idea di rinascita. Capitale dell’Arte Contemporane...

DOMENICO MODUGNO, IL SICILIANO DEL SALENTO 'COSTRETTO' ALL'ITALIANO

Le canzoni in dialetto di Domenico Modugno tradotte in italiano e commentate da Mimmo Mòllica. "Ma è il dialetto la vera lingua di noi». (Domenico Modugno). Nel 1952 partecipò al film "Carica eroica" di De Robertis, nella parte di un soldato siciliano che canta la "Ninna Nanna" ad una bambina. Da questo episodio nacque la leggenda del "Modugno siciliano".

27/07/2019 - «Domenico Modugno, il siciliano del Salento». Le sue canzoni in dialetto tradotte e commentate da Mimmo Mòllica. «"Come hai fatto" era nata in lingua napoletana, s’intitolava "Ma cumm' ha’ fatto", solo che poi mi hanno costretto a trascriverla in italiano. Ma è il dialetto la vera lingua di noi». (Domenico Modugno). Nel 1951 Domenico Modugno prese parte al film "Filumena Marturano" di Eduardo De Filippo e nel 1952 al film "Carica eroica" di De Robertis, nella parte di un soldato siciliano che canta la "Ninna Nanna" ad una bambina. Da questo episodio nacque la leggenda del "Modugno siciliano".

Nel 1953 Fulvio Palmieri (Rai) gli offrì una serie di trasmissioni radiofoniche, "Amuri... Amuri", della quale Modugno stesso era autore dei testi, regista e, insieme a Franca Gandolfi, attore e rumorista. Proprio in tale periodo compose parecchie canzoni nel dialetto di San Pietro Vernotico e in lingua siciliana: Lu pisci spada, Lu minaturi, La sveglietta, La donna riccia, Lu sciccareddu 'mbriacu, Cavaddu cecu de la minera, Attimu d'amuri, Lu marzianu e molte altre ancora. Canzoni che troverete in questo ebook, rigorosamente tradotte in lingua italiana e commentate.

Modugno a lungo preferì farsi credere “siciliano” per meglio divulgare la sua immagine e alle rimostranze dei conterranei rispose vantando la sua “meridionalità” come categoria dello spirito: come affermò più volte, si considerava pugliese di nascita, siciliano d’amore e napoletano d’adozione».

"Mi sono finto siciliano e napoletano
per mangiare, per sopravvivere.
Perché chiunque se andava via di qua
lo faceva per bisogno.
A quei tempi, mi serei finto giapponese
se ce ne fosse stato bisogno".
(Domenico Modugno)
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DOMENICO MODUGNO, IL SICILIANO DEL SALENTO
di Mimmo Mòllica
Tutte le sue canzoni in dialetto tradotte e commentate da Mimmo Mòllica
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