Sara Campanella: giovedì 3 aprile fiaccolata in ricordo della studentessa vittima di femminicidio a Messina

Giovedì 3 aprile fiaccolata in ricordo di Sara Campanella, studentessa del CdS in Tecniche di Laboratorio Biomedico dell'Università di Messina, vittima di femminicidio a Messina. Il corteo si muoverà fino a Piazza dell'Unione Europea, sede del Municipio.  Per la sua uccisione è stato individuato, quale soggetto fortemente sospettato, Stefano ARGENTINO, 27enne, di Noto (SR), anche lui studente nella stessa facoltà della giovane, rintracciato con il supporto dei Carabinieri di Siracusa. Messina, 1 apr. 2025 - Giovedì 3 aprile 2025, alle ore 19.30 con partenza prevista dal Cortile del Rettorato in Piazza Pugliatti, prenderà avvio una fiaccolata in ricordo di Sara Campanella, studentessa del CdS in Tecniche di Laboratorio Biomedico dell'Università di Messina, vittima di femminicidio. L'iniziativa, organizzata dall'Ateneo peloritano unitamente a tutte le Associazioni studentesche ed in collaborazione con il Comune di Messina, coinvolgerà la Comunità accademica ed è aper...

Colapesce sparì in fondo al mare, lontano dal regnante e dal potente

08/02/2020 - Mimmo Mòllica ha riscritto in versi e strofe (ed in lingua italiana), la leggenda del ragazzo di Messina, figlio del mare di Sicilia bella: Colapesce. Cola raccontava alle onde i suoi segreti e il mare come amico l’ascoltava. Colapesce trascorreva le ore tra le onde, per riaffiorare dopo tanto tempo, scoprendo le bellezze ma pure le bruttezze degli abissi.
Cola Pesce "uomo veramente degno, di cui si maraviglino gli huomini in tutti i secoli. Costui lasciando quasi la compagnia degli huomini si viveva tra' pesci del mare di Messina, e perché ei non poteva star molto tempo fuori dell'acqua, però egli s'acquistò il cognome di pesce", come scrive Giuseppe Pitrè.

Colapesce da Messina testimonia l’eroismo e l’abnegazione dei siciliani, rimanendo per sempre nelle profondità marine a sorreggere la colonna erosa dal fuoco che rischia di far crollare la Sicilia, la sua amata Terra. Cola studia e descrive il Pianeta attraverso le meraviglie e lo scempio dei mari (ieri come oggi); la ricchezza e il degrado che si nascondono nelle immense profondità abissali, giacché l’uomo per sete di dominio e di potere, / vuol somigliare al Dio dell’infinito e perfino sul nascere e il morire vuole avere potere.

Sorpresa negli abissi fu infinita:
creduti solo freddi e inospitali,
erano ricchi di ponti naturali,
collegavano il mondo e tutti i mari.

Il mistero più grande della Terra,
è regolare il clima del Pianeta,
stemperando emissioni di gas serra,
ma l’uomo pensa solo alla moneta.

Il problema della plastica è attualmente oggetto di intense ricerche in quanto, sembra ormai certo che rilascino col tempo micro e nano plastiche in grado di penetrare all’interno degli animali e di accumularsi.
Così Colapesce:
Guardare avanti è giusto se la meta
è degna perché rispondente al bene, 
utile non soltanto alla moneta 
e a tutto ciò che al potere conviene.

Ma a volte l’uomo manca al suo dovere,
violare vuol, tradire ed oltraggiare
la libertà degli altri col potere,
complice la tendenza a sopraffare:
corruzione e denaro insanguinato,
violenza, mafia, frodi e malaffare
potere iniquo e pezzi dello Stato.

Cola così descrisse al Re quel mondo
mostrando in mano il fuoco incandescente, 
quindi discese ancora e sparì in fondo,  
lontano dal regnante e dal potente.

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