“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

«LA CANZONE DI ZEZA»: RIDICOLOSO CONTRASTO DI MATRIMONIO PER LA FIGLIA DI PULCINELLA

«LA CANZONE DI ZEZA»: Ridicoloso contrasto di matrimonio in persona di Don Nicola e Tolla, figlia di Zeza e Pulcinella (Canzoni villanesche alla napoletana, traduzioni cantabili in lingua italiana) di Mimmo Mòllica

20/02/2020 - «La canzone di Zeza», ridicoloso contrasto di matrimonio in persona di Don Nicola Pacchesecche e Tolla, figlia di Zeza e Pulcinella, canzone villanesca alla napoletana a quattro voci. Mimmo Mòllica ha tradotto in lingua italiana e in versione cantabile questa geniale ed esilarante messa in scena, caposaldo della commedia dell’arte partenopea.
La Canzone di Zeza risale ai primi del ‘700, ma fino alla metà dell'Ottocento veniva rappresentata nelle strade, nelle bettole e nelle piazze, fino a che, nella seconda metà dell'Ottocento, non ne fu vietata la pubblica rappresentazione per decreto di Polizia: “per le mordaci allusioni e per i detti troppo licenziosi e osceni”.
Il «redeculùso contrasto de matrimmonio» propone il pacchiano, carnevalesco contrasto tra Zeza (la moglie), Pulcinella (il marito), Vicenzinella (detta Tolla, la figlia) che per liberarsi del padre-padrone decide di sposare Zi’ Don Nicola, ‘notabile’ del luogo. Zeza è l’appellativo napoletano di donna "civettuola", ma è pure il diminutivo di Lucrezia, moglie di Pulcinella nella commedia dell'arte.

La Zeza era diffusa tra Napoli e le province della Campania, dell’Irpinia, del Sannio e della Lucania. Ad interpretare le parti femminili erano solo uomini, non essendo ammesso che le donne si esponessero in pubbliche rappresentazioni. E ancora oggi tali ruoli, con gran divertimento, vengono riservati ad interpreti maschili.
Vittorio Viviani, figlio di Raffaele Viviani, nella sua «Storia del teatro napoletano» (1969) così descrive questa farsa: «Veniva recitata dai quattro personaggi con un cantalenare fisso, concluso alla fine d’ogni strofa da una cadenza a mò di arietta: il che dava al componimento una sua razionale unità poetico-musicale, nella quale il gioco istrionico trovava un suo preciso limite, una sua giustezza di misura ritmica, come in un cantar danzando».

Questo ebook contiene inoltre i testi commentati e tradotti in lingua italiana di «Tammurriata nera», «Li 'ffigliole», «Cicerenella», «La serpe a Carolina», «Palle e pallucce», «Vurria ‘stu munno fattu a voglia» mia. E ancora, contiene il testo in lingua siciliana e tradotto di «Don Vincenzo Livornese esattore della luce»: racconta di una donna dai facili costumi la quale, mentre l'esattore le consegnava la bolletta, lo invitò in casa a fare..
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«LA CANZONE DI ZEZA»
Formato Kindle
di Mimmo Mòllica
Amazon Media EU S.à r.l.
Lingua: Italiano
ASIN: B019CLVJCA

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