Caro spiaggia: le spiagge siciliane le più economiche, ma i prezzi dei servizi corrono molto di più rispetto alla media nazionale

Caro spiaggia: la Sicilia resta la regione più economica d'Italia, ma i prezzi crescono  Secondo i dati della ricerca annuale sui costi dei servizi balneari, realizzato  dall'Osservatorio Nazionale Federconsumatori in collaborazione con la Fondazione Isscon,  le spiagge siciliane restano anche nel 2026 le più economiche d'Italia. Dietro questo dato,  però, si nasconde un fenomeno che va avanti da diversi anni: i prezzi dei servizi degli  stabilimenti balneari siciliani corrono molto di più rispetto alla media nazionale.  Palermo, 29 maggio 2026 - Nel 2026, infatti, in Sicilia i prezzi di ombrellone, sdraio, lettino, pedalò o sup e degli abbonamenti (giornaliero, mensile e stagionale) sono saliti del 4,3% rispetto a quelli del 2025. L'inflazione annua prevista per tutto il sistema Paese, nel 2026, è compresa tra il 2,4% e il 3%, quindi quella relativa ai soli servizi balneari siciliani è nettamente superiore. Ma non solo: anch...

Raffineria di Milazzo: "non vuole investire per salvaguardare lavoro, salute e ambiente "

La RAM non vuole investire per salvaguardare lavoro, salute e ambiente. In queste ore stiamo seguendo l'evolversi della delicata situazione all'interno della Raffineria di Milazzo; i dipendenti dell'indotto, a causa del taglio degli investimenti da parte dell'industria e degli azionisti, rischiano di rimanere a casa.

Milazzo (Me), 21 maggio 2020 - I dirigenti della società continuano a tirare in ballo, in modo strumentale, il Piano Regionale di Tutela della Qualità dell'Aria approvato dalla Regione Siciliana. E' chiara la loro intenzione di non investire per adeguare gli impianti alle migliori tecnologie disponibili per ridurre l’inquinamento e quindi i rischi sanitari per la popolazione ed i lavoratori.
Ribadiamo ancora una volta che non è assolutamente vero che le disposizioni del Piano sono inapplicabili, perché fanno riferimento a tecnologie pubblicate in un "elenco" approvato dall'Unione Europea per tutti gli impianti di raffinazione già esistenti (le cosiddette “BAT Conclusions”).

Peraltro le altre raffinerie siciliane, nei ricorsi presentati al TAR contro il Piano, quantificano gli investimenti necessari per adeguarsi al Piano in 150-180 milioni di euro (da spalmare fino al 2027), smentendo di fatto la tesi dell’inapplicabilità del Piano.
La realtà è che le raffinerie vogliono continuare ad inquinare la nostra terra, fare profitti sulla pelle dei siciliani e distruggere il clima, senza fare i necessari investimenti a tutela dei lavoratori, della salute e dell'ambiente.

Più volte abbiamo sottolineato l'importanza degli investimenti, anche dal punto di vista occupazionale: infatti più fondi vengono previsti per adeguare gli impianti, più posti di lavoro vengono creati. Sembra che adesso anche i lavoratori comincino a capire la necessità che l'industria non lesini sugli investimenti. Esprimiamo quindi vicinanza ai lavoratori che da stamattina hanno indetto lo sciopero ad oltranza, affinchè l’azienda disponga con estrema urgenza tutti gli investimenti necessari, senza ricorrere più a ricatti, sotterfugi e strumentalizzazioni.

Firmato
Associazione ADASC

Comitato dei Cittadini contro l'inceneritore del Mela

Coordinamento Ambientale Milazzo Valle del Mela

Arci Messina APS

Movimento no inceneritori del Mela


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