“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

Ora di religione, Uaar e Cobas Scuola ai presidi: "Il COVID non soffochi la libertà di coscienza"

Ora di religione, Uaar e Cobas Scuola ai presidi: "Il COVID non soffochi la libertà di coscienza"

16/10/2020 - I coordinamenti regionali dell'Uaar e dei Cobas Scuola hanno appena scritto ai dirigenti scolastici degli istituti di ogni ordine e grado sul territorio siciliano per sollecitare formalmente l'avvio delle attività didattiche alternative all'insegnamento della religione cattolica. La prassi di organizzare tali attività e proporle alla scelta delle famiglie solo ad anno scolastico iniziato è stata censurata proprio in questi giorni da un'importante sentenza del Tar Lazio che condanna il MIUR, dopo 7 anni di battaglie legali dell'Uaar, a riformare le procedure in modo che l'ora alternativa sia assicurata fin dal primo giorno di scuola, e comunque contemporaneamente a quella di religione. A questa disorganizzazione strutturale, a cui si spera questa condanna ponga fine, quest'anno si aggiunge il p retesto della mancanza di aule e di docenti dovuta all'emergenza COVID. 

Come già scritto dall'Uaar ai ministri competenti, tali difficoltà, seppur comprensibili, non possono autorizzare la negazione del diritto, costituzionalmente garantito e ribadito in una vasta giurisprudenza, a non subire l'insegnamento confessionale della religione cattolica. In particolare ne costituisce una grave violazione costringere l'allievo che ha chiesto di non avvalersene a sostare passivamente nella classe in cui viene impartito detto insegnamento (che ricordiamo essere opzionale), con l'intimazione a "non disturbare la lezione": un espediente gravemente discriminatorio denunciato da diverse famiglie allo sportello soslaicita@uaar.it, che raccoglie segnalazioni e richieste di assistenza gratuita .

Uaar e Cobas Scuola continueranno a vigilare affinché la libertà di coscienza, specie quella dei giovanissimi, non venga conculcata proprio in quella Scuola Pubblica Statale che dovrebbe difenderla e coltivarla.

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