Senza dimora, la strage silenziosa: 414 morti nel 2025 in Italia, 17 in Sicilia

414 morti senza dimora nel 2025. In Sicilia 17. A gennaio il censimento. Quante sono le persone senza dimora?  Nel 2025 in Italia  hanno perso la vita in strada 414 persone senza dimora. Anche la Sicilia, con 17 decessi rilevati, è parte di questa strage silenziosa , che vede l’età media delle vittime fermarsi a soli 46,3 anni, oltre 35 anni in meno rispetto alla media nazionale. 9 genn 2026 - Ma quante sono in totale le persone senza dimora? Come vivono, quali le loro condizioni e le loro necessità?  A queste domande si proverà a rispondere con il censimento e la conta nazionali, previsti a fine mese nelle 14 città metropolitane, fra cui Palermo, Catania e Messina.  L'azione, promossa da Istat e coordinata da fio.PSD - Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora - è in programma il 26, 28 e 29 gennaio, con il supporto di migliaia di volontari in tutta Italia. Nelle tre città siciliane servono ancora volontari e volontarie , che previa una adegua...

Domenico Modugno: Mister Volare avrebbe compiuto oggi 94 anni

 Oggi, 9 gennaio 2022, Domenico Modugno avrebbe compiuto 94 anni. Nato a Polignano a Mare il 9 gennaio 1928, Modugno è morto a Lampedusa il 6 agosto 1994. Il cantante di Polignano lascia al mondo intero tanta bellezza ed un lingua universale, forgiata per esprimere la sua Meraviglia per la vita, il dolore di due indifesi pescespada, abbracciati in una estrema danza d’amore. Una vita vissuta tra tavole teatrali, grandi arene della canzone e la Tv che tanto amava, ricambiato dall’affetto di milioni di spettatori. 


9 gen 2022 - Il Grande Mattatore, mister Volare, il mito. Cantante, attore, presentatore, 230 canzoni, 38 film per il cinema e 7 per la televisione, 13 spettacoli teatrali e alcuni programmi televisivi. Vincitore di quattro Festival di Sanremo, milioni di dischi venduti nel mondo. Domenico Modugno, il Mimmo nazionale, 
“Ma come non ti accorgi di quanto il mondo sia Meraviglioso? / Ma guarda intorno a te che doni ti hanno fatto: ti hanno inventato il mare. Tu dici non ho niente… Ti sembra niente il sole, la vita, l'amore? Il bene di una donna che ama solo te, la luce di un mattino, l'abbraccio di un amico, il viso di un bambino”…

È questo il testamento di Domenico Modugno? È questa la sua esortazione universale? Questo ed altro! Quel mondo Meraviglioso nel quale “perfino il tuo dolore potrà guarire poi…”.
Quella lingua universale che Domenico Modugno ha forgiato per esprimere la sua Meraviglia per la vita, il dolore di due indifesi pescespada, abbracciati in una danza d’amore dolorosa e umana:

"Bedda mia nun chiangiri, bedda mia nun chiangiri”…
 “Dimmi tia chi haiu a fari".
 Scappa amuri miu, câ sinnò t'accidinu!"
 “No, no, no, no, no, amuri miu… Si tu mori voggghiu muriri 'nsemi a tia!”

E a rappresentare l’universo dello Stretto, il campo di lotta del povero pescespada c’era Alberto Urso, il giovane tenore messinese vincitore di ‘Amici 18’, l’ultima edizione del talent di Maria De Filippi.
Polignano a Mare, la città natale di Domenico Modugno, dove una statua di bronzo a lui dedicata svetta sul lungomare che porta il suo nome, con alle spalle la scalinata che sovrasta Cala Monachile e la scogliera.
Dove si parla una lingua assai simile al messinese che tutti possono capire, perché resa universale dal genio di Modugno, alla stregua del ‘codice Camilleri’, quella lingua che a Hong Kong come a New York ha il suo esatto significato.

Non c’è periferia nell’arte e nella musica, semmai il bello. Non esistono i generi, se non per intendersi, per avvicinare o allontanare chi della musica ama solo un ‘genere’. E non esistono i dialetti, né le parlate di periferia: esistono le lingue, i linguaggi, i codici “di cuore e di testa”. Così Andrea Camilleri definiva il dialetto: le parole come segni distintivi della scrittura, della parlata e del pensiero.
Tra Andrea Camilleri e Domenico Modugno non corre troppa differenza: “cabasisi” o “babbiare” sono entrati, entrano o entreranno nel vocabolario italiano (degli italiani) come parole “di cuore e di testa”, dell’arte e della fantasia, ma sempre facenti parte di quel 'codice naturale' che sono le origini, la famiglia, i nonni, il paese, il gruppo dei pari, la piazza e scuola (prima e dopo la campanella).

Domenico Modugno ha azionato i suoi codici “di cuore e di testa” dando luogo ad un linguaggio artistico che scava nella fantasia, nel desiderio, nel cuore (suo e dei suoi simili), della gente conosciuta e in quella ancora da conoscere. Modugno è intriso di Sud, di sale, di sudori, di fatica, di lavoro, di natura, di bellezza. Scende negli altrui dolori, negli altrui sentimenti, come un minatore scende nel ventre della terra e la scandaglia, ne indaga i più reconditi umori, gli anfratti dell’anima.
E da lì vola oltre l’immaginabile con la sua esclusiva mongolfiera, alimentata dall'immaginario, dalla «fantasia». Modugno si lascia parlare dalla vita e dagli uomini e parla; come loro parla. Ne accoglie il vocabolario e, pur somigliante e comprensibilissimo, lo riscrive.

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