Franco Battiato. Un’altra vita: la mostra-evento nel nome di un artista che ha segnato la storia della musica italiana

Da domani al 26 aprile 2026 al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo   Franco Battiato .  Un’altra vita la mostra-evento nel segno di uno dei più amati artisti che ha segnato in modo unico e innovativo la storia della musica italiana     Roma, 30 gennaio 2026  –  Da domani e fino al 26 aprile 2026, lo Spazio Extra del MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo  ospita  Franco Battiato. Un’altra vita , la mostra-evento dedicata a uno dei più grandi protagonisti della cultura italiana contemporanea, a cinque anni dalla sua scomparsa.   Coprodotta dal  Ministero della Cultura  e dal  MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo , la mostra è curata da  Giorgio Calcara  con  Grazia Cristina Battiato  ed è organizzata da  C.O.R. Creare Organizzare Realizzare  di  Alessandro Nicosia , in collaborazione con la  Fondazione Franco Battiato ETS .   Attraverso ricordi, materia...

Pace: il 21 febbraio nasceva il simbolo 'universale' di Holtom

Il 21 febbraio 1959 Gerald Holtom ideava il simbolo della pace. Creato per una manifestazione a sostegno del disarmo nucleare ad Aldermaston, come simbolo unico sotto cui riconoscersi, in breve tempo avrebbe ‘invaso’ il Pianeta, divenendo simbolo universale: il simbolo della pace. La sua semplicità sembra essere alla base del successo. Lo slogan «Fate l'amore, non fate la guerra» fu presto accostato al simbolo della pace di Holtom che spiegò la sua idea come ispirata alle segnalazioni nautiche.


19/02/2022 - Era stato creato per una manifestazione a sostegno della campagna di disarmo nucleare, la prima marcia di Aldermaston, con l’intento di dare al Movimento per il disarmo un simbolo unico sotto cui riconoscersi. Probabilmente non si credeva che in breve tempo avrebbe ‘invaso’ il Pianeta, divenendo universale. È il simbolo della pace, ideato il 21 febbraio 1959 da Gerald Holtom, ma destinato alla sua massima diffusione un decennio dopo, a sostegno della Campagna per il disarmo nucleare e dell'antimilitarismo. La semplicità del simbolo sembra essere alla base del successo sebbene non siano mancate perplessità e polemiche.

Lo slogan «Fate l'amore, non fate la guerra» fu presto accostato al simbolo della pace di Holtom che spiegò la sua idea come ispirata alle segnalazioni nautiche: il simbolo rappresenterebbe le lettere N e D, Nuclear Disarmament. Ora appare su bandiere, muri, disegni scolastici e cartelli in occasione di manifestazioni pacifiste e intere generazioni lo hanno adottato in tutto il mondo per manifestare contro le guerre, in segno di pace.

Semplice, facile da riprodurre, secondo le intenzioni dello stesso Gerald Holtom, quelle tre linee, sovrapposizione delle lettere N e D (Nuclear Disarmament). 

Capovolgendo il simbolo, le linee divergenti avrebbero ricordato un essere umano con le braccia al cielo, invocanti, come l'uomo del famoso dipinto di Goya di fronte al plotone di esecuzione. Ma in seguito Holtom pensò di ribaltare la ‘sorte’ del suo disegno, volgendolo in positivo: un cerchio e tre linee rivolte verso il basso, oggi simbolo universale di pace. Questo è dovuto al fatto che Holtom si rifiutò di proteggere l’opera dell’ingegno apponendo il copyright, lasciando di fatto libero di riprodurlo chiunque volesse farlo. E fu «l’esplosione della pace», il simbolo di Holtom si diffuse tra i movimenti pacifisti contro la guerra del Vietnam.

Bayard Rustin, consigliere di Martin Luther King, lo importò negli Stati Uniti e ben presto quel logo divenne icona dei movimenti per i diritti civili e delle manifestazioni contro la guerra. Ma non solo, oggi è adottato da movimenti ambientalisti, per la difesa dei diritti delle donne e per la pace.

M.M.
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Illustrazione di Gordon Johnson da Pixabay 

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