Senza dimora, la strage silenziosa: 414 morti nel 2025 in Italia, 17 in Sicilia

414 morti senza dimora nel 2025. In Sicilia 17. A gennaio il censimento. Quante sono le persone senza dimora?  Nel 2025 in Italia  hanno perso la vita in strada 414 persone senza dimora. Anche la Sicilia, con 17 decessi rilevati, è parte di questa strage silenziosa , che vede l’età media delle vittime fermarsi a soli 46,3 anni, oltre 35 anni in meno rispetto alla media nazionale. 9 genn 2026 - Ma quante sono in totale le persone senza dimora? Come vivono, quali le loro condizioni e le loro necessità?  A queste domande si proverà a rispondere con il censimento e la conta nazionali, previsti a fine mese nelle 14 città metropolitane, fra cui Palermo, Catania e Messina.  L'azione, promossa da Istat e coordinata da fio.PSD - Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora - è in programma il 26, 28 e 29 gennaio, con il supporto di migliaia di volontari in tutta Italia. Nelle tre città siciliane servono ancora volontari e volontarie , che previa una adegua...

Orban rieletto, ma perde comunque il suo referendum anti Lgbt+

Ungheria: Orban considerato di area di estrema destra viene rieletto con ampia maggioranza, ma perde comunque il suo referendum anti lgbt+. Mangano: “Rifletta la politica italiana, la gente vuole una vita fatta di scelte liberali”

Palermo, 6 apr 2022 - Viktor Orbàn, il premier ungherese ha confermato il suo quarto mandato consecutivo, a capo dell’Ungheria. “Ma su un punto ha perso - sottolinea Sandro Mangano, coordinatore regionale Dipartimento Libertà Civili di Forza Italia - quello del referendum sulla legge sul “tema dell’omosessualità”. Una sfida che Orbàn ha perso perché la consultazione che mirava specificamente a colpire la comunità LGBT+, non ha raggiunto il quorum di partecipazione, come auspicato dalle associazioni dei diritti umani”.

Il referendum riguardava la discussa legge approvata a giugno dello scorso anno, che vieta di mostrare ai minori qualsiasi contenuto che riguarda l'omosessualità o le transizioni di genere. Il mese successivo all'approvazione della legge migliaia di ungheresi avevano partecipato al Gay Pride di Budapest per protestare contro la nuova norma. Legge che è stata anche fortemente condannata dall'Unione europea, che ha deciso di aprire una procedura d'infrazione contro l'Ungheria. In Ungheria, infatti, le politiche di repressione contro la comunità Lgbtq+ non sono purtroppo una novità, nonché un cavallo di battaglia del partito del presidente Orban, Fidesz.

“Questa vittoria, auspicata dalle associazioni per i diritti umani, - dice Mangano - deve portare ad una riflessione più ampia, che in qualche modo, seppure in maniera differente, tocca anche il nostro Paese. Deve fare riflettere soprattutto una ampia fascia della politica italiana al dialogo e all’apertura su tematiche inerenti le libertà civili: poiché se su tantissimi aspetti il popolo italiano segue una corrente di pensiero moderata e conservatrice, esiste anche un’ampia platea che considera basilari le tematiche di parità di genere. Un pensiero liberale che una frangia di FI ha sposato da tempo. Bisogna, in previsione delle prossime scadenze elettorali, amministrative e regionali, – suggerisce Mangano - aprirsi sempre di più al confronto con le esigenze e le richieste che vengono da svariate voci. Un diritto civile non può trovare compromessi, il tempo della caccia alle streghe è finito”.

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