Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

«Murritiàri», dai Nebrodi una parola ‘pruriginosa’ dalle graziose forme

A Castel di Lucio, in provincia di Messina, sui Nebrodi, "murriti" e "tuma", formaggio fresco tipico della Sicilia, sono un connubio attraverso cui i mastri casari modellano forme artigianali di cavallucci, colombe e graziosi 'armaluzzi’, fiori e campane. Ma cosa significa il il verbo dialettale «murritiàri»?

28/11/2022 -  Cosa dobbiamo intendere per "murriti" e cosa significa il verbo dialettale da cui esso deriva: "murritiàri"? A Castel di Lucio ricorda la "Sagra du Cascavaddu" (Sagra del caciocavallo), che si svolge ogni anno il 17 agosto, occasione per mettere in mostra e celebrare l’arte dei maestri casari, autentici maestri nell’ottenere forme artistiche e suggestive dal formaggio a struttura compatta e a pasta morbida (tuma, primo stadio del formaggio prodotto). «Murritiàri» vuol dire toccare insistentemente uno o più oggetti, ripetutamente; giocherellare, tormentare, toccare in continuazione, toccare insistentemente, punzecchiare, sollecitare. Ma alcuni studiosi e appassionati spiegano il verbo intransitivo «murritiàri» come “consumare il tempo ozieggiando: chiccherellare (Di Giovanni), garabullare, gingillare. 

Per il maestro Andrea Camilleri murritiari (murritiato, murritiannu, murritiaru) vuol dire [stuzzicare, provocare, infastidire; vedi ‘smurritiarlo’].  Un po’ «cazzuliare», appianare con la cazzuola, armeggiare con essa ripetutamente, insistentemente. 
Antonino Traina, nel suo dizionario della lingua siciliana, spiega il sostantivo maschile «murriti», come “enfiamento delle vene del sesso, nato da superfluità di sangue che concorre là: morice, morici. || Quei verminuzzi che sono nell’ano delle bestie”. E in chiave metaforica: scherzo, voglia di giuocare, beffare: ruzzo, prurito. 
E proprio quest’ultimo sostantivo «prurito» appare piuttosto esplicativo di «murritiari», essendo il prurito “un sintomo che provoca il riflesso o il desiderio irrefrenabile di grattarsi”, di fare qualcosa, ripetutamente, anche con le mani.

Mimmo Mòllica

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