Sara Campanella: giovedì 3 aprile fiaccolata in ricordo della studentessa vittima di femminicidio a Messina

Giovedì 3 aprile fiaccolata in ricordo di Sara Campanella, studentessa del CdS in Tecniche di Laboratorio Biomedico dell'Università di Messina, vittima di femminicidio a Messina. Il corteo si muoverà fino a Piazza dell'Unione Europea, sede del Municipio.  Per la sua uccisione è stato individuato, quale soggetto fortemente sospettato, Stefano ARGENTINO, 27enne, di Noto (SR), anche lui studente nella stessa facoltà della giovane, rintracciato con il supporto dei Carabinieri di Siracusa. Messina, 1 apr. 2025 - Giovedì 3 aprile 2025, alle ore 19.30 con partenza prevista dal Cortile del Rettorato in Piazza Pugliatti, prenderà avvio una fiaccolata in ricordo di Sara Campanella, studentessa del CdS in Tecniche di Laboratorio Biomedico dell'Università di Messina, vittima di femminicidio. L'iniziativa, organizzata dall'Ateneo peloritano unitamente a tutte le Associazioni studentesche ed in collaborazione con il Comune di Messina, coinvolgerà la Comunità accademica ed è aper...

«Murritiàri», dai Nebrodi una parola ‘pruriginosa’ dalle graziose forme

A Castel di Lucio, in provincia di Messina, sui Nebrodi, "murriti" e "tuma", formaggio fresco tipico della Sicilia, sono un connubio attraverso cui i mastri casari modellano forme artigianali di cavallucci, colombe e graziosi 'armaluzzi’, fiori e campane. Ma cosa significa il il verbo dialettale «murritiàri»?

28/11/2022 -  Cosa dobbiamo intendere per "murriti" e cosa significa il verbo dialettale da cui esso deriva: "murritiàri"? A Castel di Lucio ricorda la "Sagra du Cascavaddu" (Sagra del caciocavallo), che si svolge ogni anno il 17 agosto, occasione per mettere in mostra e celebrare l’arte dei maestri casari, autentici maestri nell’ottenere forme artistiche e suggestive dal formaggio a struttura compatta e a pasta morbida (tuma, primo stadio del formaggio prodotto). «Murritiàri» vuol dire toccare insistentemente uno o più oggetti, ripetutamente; giocherellare, tormentare, toccare in continuazione, toccare insistentemente, punzecchiare, sollecitare. Ma alcuni studiosi e appassionati spiegano il verbo intransitivo «murritiàri» come “consumare il tempo ozieggiando: chiccherellare (Di Giovanni), garabullare, gingillare. 

Per il maestro Andrea Camilleri murritiari (murritiato, murritiannu, murritiaru) vuol dire [stuzzicare, provocare, infastidire; vedi ‘smurritiarlo’].  Un po’ «cazzuliare», appianare con la cazzuola, armeggiare con essa ripetutamente, insistentemente. 
Antonino Traina, nel suo dizionario della lingua siciliana, spiega il sostantivo maschile «murriti», come “enfiamento delle vene del sesso, nato da superfluità di sangue che concorre là: morice, morici. || Quei verminuzzi che sono nell’ano delle bestie”. E in chiave metaforica: scherzo, voglia di giuocare, beffare: ruzzo, prurito. 
E proprio quest’ultimo sostantivo «prurito» appare piuttosto esplicativo di «murritiari», essendo il prurito “un sintomo che provoca il riflesso o il desiderio irrefrenabile di grattarsi”, di fare qualcosa, ripetutamente, anche con le mani.

Mimmo Mòllica

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